#exploreading: i libri che ci fanno viaggiare con la mente.

Chiunque pensi che per viaggiare occorra per forza acquistare un biglietto aereo o prendere la macchina si prepari a cambiare idea. I libri servono proprio a questo: ci trasportano in mondi vicini e lontani, reali od immaginari senza dover necessariamente fare la valigia. Ho cominciato a viaggiare prima di imparare a leggere, ma le due cose spesso sono andate di pari passo. I libri mi hanno portata lontano da casa tante volte, in luoghi affascinanti e particolari. Alcuni sono riuscita a raggiungerli fisicamente, altri invece sono ancora nella lista di cose da fare. 

Ho cercato di pensare ai romanzi che mi hanno fatto viaggiare di più. Non sono necessariamente racconti di esperienze di viaggio, più che altro si tratta di storie ambientante in luoghi magnifici. Per il momento mi fermo a 5, ma non escludo di continuare con una seconda parte.

Segnalo due interessantissimi blog da cui è partita l’iniziativa #exploreading 

http://illbrightback.com/

http://martinaway.com/

Vivere per raccontarla (Gabriel Garcìa Márquez). Se c’è un autore che amo alla follia è Gabriel Garcìa Márquez, uno dei pochi che è davvero riuscito a trasportarmi completamente in un altro continente, l’America Latina. Vivere per raccontarla è una storia straordinaria, la storia cioè dello scrittore premio nobel che in questo scritto ci racconta la sua vita. Nell’autobiografia scopriamo la sua infanzia, il rapporto conflittuale con il padre, i suoi primi impieghi come giornalista. Ho amato tanto questo libro in particolare perché racchiude al suo interno i magici luoghi della Colombia della prima metà del XX secolo, che ho ritrovato tante volte nei romanzi dello scrittore. Da leggere almeno dopo aver conosciuto Cent’anni di solitudine, il capolavoro indiscusso di Márquez.

On the road (Jack Kerouac). Come potrebbe mancare nella mia lista il celeberrimo capolavoro di Kerouac? Ho letto questo libro molti anni fa, avrò avuto si e no 18 anni. Una storia come questa non può che avere un effetto dirompente sulla personalità di una giovane donna nata e cresciuta in una piccola città di montagna. Il viaggio che il protagonista compie attraverso gli Stati Uniti è il simbolo di quella libertà che tutti sognano ad un certo punto della loro vita, perché prima o poi il momento in cui si sente la necessità di andare lontano arriva per tutti. Ho viaggiato on the road negli USA alcuni anni dopo e certamente con metodi ed organizzazione molto diversi da quelli vissuti da Kerouac, ma è stato comunque il mio primo viaggio importante che ricordo tutt’ora come il più emozionante.

Gabriella, garofano e cannella (Jorge Amado). Ecco un altro romanzo che mi ha fatto subito venir voglia di comprare un biglietto aereo, questa volta per Salvador de Bahia, in Brasile. Il romanzo, ambientato ad Ilheus intorno al 1920, narra la storia d’amore tra Gabriella e Nacib Saad, arrivato dalla lontana Siria, in un contesto di forti agitazioni politiche tra vecchi e nuovi produttori di Cacao. Anche questo è un libro che ho adorato in particolare per le ambientazioni sia storiche che geografiche che raccontano il Brasile di quel periodo.

Sostiene Pereira (Antonio Tabucchi). Chiunque acquisti questo libro dovrebbe ricevere in omaggio un biglietto per Lisbona perché dopo averlo letto una visita nella capitale portoghese diventa quasi obbligatoria. Perlomeno per me è stato così. Questo splendido romanzo di Antonio Tabucchi narra le vicende del Dott. Pereira, una giornalista come tanti altri, rimasto da poco vedovo, nella Lisbona del 1938, afflitta dal regime salazarista. Il protagonista viene coinvolto, tra una omlette alle erbe e l’altra, in una serie di vicissitudini e di incontri che lo porteranno a diventare, da un tranquillo giornalista di cultura letteraria, un critico oppositore del regime dittatoriale in corso, arrivando alla sofferta decisione di abbandonare il Portogallo. In questo romanzo la città di Lisbona viene descritta talmente bene e con intensità tale che quando ci sono andata davvero, alcuni anni dopo, mi sembrava di averla già vista! Consiglio anche la versione cinematografica, interpretata da Marcello Mastroianni, una delle poche trasposizioni che mi sia piaciuta davvero!

La figlia della fortuna (Isabelle Allende). Ho da sempre una predilezione particolare per i romanzi ambientati in America Latina ed Isabelle Allende è una delle autrici che, secondo me, riesce meglio ad evocare la sua terra d’origine. La figlia della fortuna è la storia di un viaggio incredibile, affrontato con grandi difficoltà, per il raggiungimento di un unico obiettivo: l’amore. È il viaggio di Eliza, trovatella allevata da una ricca famiglia di origini inglesi, residente da tempo in Cile, che si imbarca clandestinamente (e travestita da uomo) per raggiungere la California, nella speranza di ritrovare il suo amore perduto, partito tempo prima contagiato dalla febbre dell’oro. Il romanzo, ambientato nella prima metà del XIX secolo, è uno dei miei preferiti della scrittrice. Forse perché la protagonista è un pionieristico esempio di emancipazione femminile, sebbene le sue scelta siano dettate dall’amore per un uomo, che alla fine comunque riuscirà a dimenticare costruendosi una nuova vita tutta sua.

9 thoughts on “#exploreading: i libri che ci fanno viaggiare con la mente.

  1. Grazie mille Daniela per aver partecipato, ci fa molto piacere! Io non ho letto nessuno dei libri che hai citato, anche se “On the road” l’ho iniziato 3/4 volte, per ora senza successo. Le atmosfere dell’America Latina però mi incantano, e Isabel Allende mi piace tantissimo, per cui…mi hai dato un po’ di titoli da mettere in lista!
    Grazie ancora 🙂

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    1. La figlia della fortuna fa parte di una “trilogia” (uso le virgolette perché i tre libri non sono uno il successivo dell’altro, ma i personaggi di uno rientrano nelle storie degli altri) di cui fanno parte anche il più noto La casa degli spiriti e Ritratto in seppia. A me sono piaciuti tantissimo.

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  2. Ciao Daniela 🙂
    Non ho letto nessuno dei libri che hai consigliato, ma molti li conosco. Kerouac è nella mia lista dei libri da leggere (ormai infinita), Márquez e Allende mi incuriosiscono da un po’, anche se non so da dove iniziare. Di Tabucchi ho letto un libro che non ha niente a che fare con Lisbona, ma mi è piaciuto il suo modo di scrivere, quindi credo mi segnerò il titolo.
    A presto e grazie 😀

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    1. Ciao Martina! Se ti interessa Marquez ti direi di cominciare da Cent’anni di solitudine, per me un capolavoro. Ti avviso però che questo libro o lo si ama o lo si odia, conosco diverse persone che non sono riuscite a finirlo. Altrimenti, L’amore ai tempi del colera è altrettanto meraviglioso, ma meno intricato come trama!
      A presto!

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    1. Ciao Stefania! Non sei la prima me lo dice! Come dicevo a Martina, Cent’anni di solitudine o lo si ama alla follia (come nel mio caso), oppure lo si detesta. La trama è complicata e surreale e richiede molta concentrazione per non perdere il filo. Comunque Marquez ha scritto molti altri romanzi altrettanto belli ma più scorrevoli, come L’amore l’amore ai tempi del colera o La Mala ora. Grazie per la visita e a presto!

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  3. Bellissimo Sostiene Pereira. Ho inserito nella mia (infinita) lista di libri da leggere anche quello di Amado. Se ti è piaciuto il libro della Allende ti consiglio anche “L’isola sotto il mare” sempre della stessa autrice, molto bello 🙂

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