#TravelUnexpected: come mi sono ritrovata a bordo di un furgone della polizia a Düsseldorf

#TravelUnexpected, ovvero quello che non ti aspetti ti possa capitare durante un viaggio. Con questa categoria vorrei aprire una nuova, piccola rubrica in cui racconto gli eventi più assurdi che mi sono capitati nel corso dei miei viaggi. L’idea mi è venuta rispondendo ad una delle domande del liebsteraward, in cui allafinediunviaggio mi chiedeva se mi fossero mai capitati imprevisti durante le mie trasferte.

E allora cominciamo da un aneddoto che riscuote sempre grande successo quando viene raccontato, anche se viverlo è stata tutta un’altra storia! Spostiamoci a Düsseldorf, meta di un mio weekend di vacanza di qualche anno fa. La prima domanda che sorge spontanea è: perché andare in vacanza a Düsseldorf? La capitale della Renania non è in effetti tra le mete più ambite della Germania, soprattutto in dicembre quando il freddo è particolarmente pungente. La verità è che avevo un lungo ponte a disposizione e il biglietto per Düsseldorf costava solo 20€. Ciò non toglie, comunque, che anche le destinazioni meno famose possano riservare piacevoli sorprese.

Il titolo parla chiaro: mi sono ritrovata a bordo di un furgone della polizia, cosa che certamente non avevo inserito nella tabella di marcia. Avete presente? Visitare la Chiesa di St. Andreas, fare due passi sulla Königsallee, mangiare un paio di bratwurst, farsi dare un passaggio dalla polizia locale. No, non è andata proprio così. Andiamo con ordine.

L’organizzazione del viaggio non è stata in realtà tra le più felici che io ricordi. Quando paghi un volo 20€ andata e ritorno qualche piccolo disagio lo devi mettere in conto. In questo caso i disagi erano ben due: atterrare la sera tardi ed a parecchia distanza dal centro città (l’aeroporto di riferimento era quello di Weez, a circa 90 km da Düsseldorf, infatti ho speso di più per il bus che non per l’aereo). Quando poi per 10 minuti perdi anche la navetta e ti tocca aspettare un’ora per quella successiva, capisci già che qualcosa andrà storto per forza.

Avevo prenotato un hotel modesto ma vicinissimo al centro e dato che avevo previsto di arrivare dopo la mezzanotte, avevo preso accordi precisi per il recupero delle chiavi della camera. Arriviamo (ero con il mio fidanzato grazie al cielo) finalmente a destinazione intono all’1 di notte. Le istruzioni erano queste (le ricordo perfettamente come fosse successo ieri): digitare un codice di accesso per aprire la porta dell’hotel, raggiungere una cassaforte posizionata in una specie di sgabuzzino, aprirla con un secondo codice e prendere la chiave. Seguito tutto alla lettera, peccato che la chiave non c’era.

Chiamiamo ininterrottamente tutti i numeri di riferimento ma nessuno ci risponde. Disperata, mi siedo sul marciapiede e comincio a piangere. A quel punto, accosta vicino a noi una volante della polizia. Spieghiamo loro il problema e a quel punto ci offrono, davvero molto carinamente, di accompagnarci in un altro albergo nelle vicinanze. Peccato si trattasse di un furgone, quindi abbiamo dovuto accomodarci dietro, nello spazio solitamente riservato ai fermati od ai detenuti.

Tutto è bene quello che finisce bene, ma quando capitano queste cose mi vengono sempre in mente i tre mariachi con le loro chitarre dello spot Alpitour! E siccome sono certa di non essere l’unica viaggiatrice sfortunata vi suggerisco di raccontare i vostri imprevisti di viaggio usando il tag #travelunexpected! Non vedo l’ora di leggere le vostre disavventure!

15 pensieri riguardo “#TravelUnexpected: come mi sono ritrovata a bordo di un furgone della polizia a Düsseldorf

  1. Da qualche giorno mi chiedevo cosa fosse successo durante questo viaggio a cui avevi accennato nel post del Liebster Award! Mamma mia che angoscia, trovarsi in un posto sconosciuto nel cuore della notte. A me è successo anni fa, in Toscana, quando il cancello automatico del B&B non si apriva e i proprietari non rispondevano nè al campanello nè al telefono…

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