#TravelUnexpected: come mi sono ritrovata a guardare una finale dei mondiali in mezzo ai tedeschi, in Tunisia

Per questo secondo episodio di #travelunespected ho deciso di tornare parecchio indietro nel tempo, per la precisione il flsh back è di ben 22 anni. Era il 1994 quando intrapresi il mio primo, vero viaggio, che ricordo ancora come una delle esperienze più belle che abbia fatto. La meta era la Tunisia, due settimane di villeggiatura con la mia famiglia in uno dei tanti villaggi vacanze nella zona di Monastir, che si rivelò alla fine una vacanza ricca di gite auto-organizzate e di eventi particolarmente divertenti, come quello che sto per raccontare.

Non serve essere appassionati di calcio (basta solo non essere troppo giovani) per ricordare che quello fu l’anno dei campionati mondiali di calcio tenutisi negli Stati Uniti e terminati nello stadio di Pasadena, con la disperazione di Franco Baresi e le lacrime di Roberto Baggio. Il destino mi fece conoscere la mia prima delusione calcistica in un contesto del tutto surreale come quello che si creò la sera di quel 17 luglio. Certamente una situazione che non avremmo potuto prevedere quando prenotammo la nostra vacanza sul catalogo patinato dell’agenzia di viaggi vicino casa.

Andiamo con ordine. Io, i miei genitori e mia sorella maggiore eravamo alloggiati in un bel villaggio vacanze internazionale nei dintorni di Monastir, nel Golfo di Hammamet. Pochissimi gli italiani presenti. Nello specifico, soltanto sei in tutto il villaggio: noi quattro, una graziosa signora di Roma ed un signore bolognese molto simpatico. Non ricordo se la semifinale si disputò che noi eravamo già lì o meno, ad ogni modo, nei giorni precedenti la finale, si rese necessaria un’adeguata organizzazione.

Due giorni prima dell’incontro prendemmo un autobus di linea per raggiungere il centro del paese. Trovammo una specie di supermercato dove comprammo nastro adesivo bianco, rosso e verde, carta e stuzzicadenti. Lo scopo era quello di fabbricare piccole bandiere tricolore da sfoggiare per l’occasione. Mia sorella, che di anni ne aveva 17, rivestì persino la sua bandana preferita con lo scotch colorato. Cose che all’epoca ci fecero sentire estremamente fiki.

Le camere dell’albergo non avevano la televisione ed in tutta la struttura c’erano solo due apparecchi (era un villaggio 4 stelle, ma era anche il 1994): uno nel bar a bordo piscina con canali esclusivamente in arabo ed un secondo nella hall dell’albergo, che prendeva anche canali in lingua francese. Naturalmente demmo per scontato che questa seconda opzione fosse riservata per la finale dei mondiali.

Ci presentammo tutti bardati di bianco rosso e verde nella hall dell’albergo poco prima dell’inizio della partita. Alcuni deliziosi bimbi tedeschi se ne stavano sdraiati sui divani intenti a guardare cartoni animati (in francese) quando l’amico bolognese provò a cambiare canale. Non l’avesse mai fatto. I bambini cominciarono a strillare come dei pazzi (nonostante ciò che stavano guardando fosse per loro del tutto incomprensibile) ed i genitori arrivarono immediatamente scatenando una rissa mai vista. Italiani VS tedeschi. Ognuno imprecava nella propria lingua senza capire nulla di ciò che stava succedendo. Ad un certo punto l’amico bolognese urlò “Hitler” ed io mi nascosi dietro al divano.

Alla fine riuscimmo a conquistare il televisore e ci sedemmo sulle poltrone avvolti nei nostri tricolore fatti in casa. I turisti tedeschi rimasero tutto il tempo a tifare brasile, borbottando un “italia mafia” qua e là che in queste occasioni risulta sempre la carta vincente (del resto, ad ognuno il suo stereotipo) e gufarono per tutto il tempo, manco fossero stati brasiliani d’adozione. L’umiliazione per noi, alla fine, fu davvero fortissima. Ci consolammo con il supporto morale dei pochi tunisini presenti (il personale dell’albergo) e tornammo nelle nostre camere senza avere il coraggio di aprire bocca.

6 pensieri riguardo “#TravelUnexpected: come mi sono ritrovata a guardare una finale dei mondiali in mezzo ai tedeschi, in Tunisia

  1. E ti sei dimenticata di scrivere…quante lacrime avevi versato! Quanto piangevi…cosa che del resto avremmo fatto tutti! Mi ricordo anche che si era promesso un tuffo in piscina vestiti in caso di vittoria… e che mi ero messa una gonna bianca che ritenevo portafortuna (infatti l’avevo messa per tutte le altre partite)
    Quella bandana poi l’avevo conservata per parecchi anni con lo scotch tricolore appesa in camera…assieme ad una foto fatta a cavallo in quella spiaggia..ti ricordi?? E comunque…se non ricordo male avevamo buttato fuori noi la Germania per questo non stavamo nelle loro glorie…che dura era stato alla fine vederli ridere sotto ai baffi!

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