Itinerario Stati Uniti ovest e parchi nazionali

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Un itinerario di viaggio negli Stati Uniti dell’Ovest credo sia il sogno di molti viaggiatori. L’ideal-tipo di viaggio on the road. Gli Stati Uniti sono un paese immenso, dalle mille sfaccettature (sia da un punto di vista naturalistico che culturale), così diverso dal nostro per talmente tanti aspetti che risulta davvero difficile fare un paragone. La parte occidentale del paese, quella che va dalle spiagge assolate della California alle strade isolate in Arizona, rappresenta forse l’itinerario più classico, ideale per chi viaggia negli Stati Uniti per la prima volta. Qui c’è davvero tutto ciò che nell’immaginario collettivo sono gli Stati Uniti: parchi nazionali di dimensioni spropositate, strade infinite senza capo né cosa, grandi metropoli ma anche piccole cittadine di provincia.

In questo blog post andrò a raccontarvi il mio itinerario negli Stati Uniti dell’Ovest tra i grandi parchi nazionali.

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Il mio itinerario di viaggio tra i grandi parchi degli Stati Uniti dell’ovest

Itinerario Stati Uniti ovest e parchi

Il mio viaggio negli Stati Uniti dell’Ovest

Organizzare un itinerario di viaggio on the road in un paese geograficamente molto esteso può risultare problematico. Immaginate di guardare la mappa di uno stato come l’Australia, gli Stati Uniti, il Canada, la Russia o la Cina (tanto per fare degli esempi). Dove andare? Quanto rimanere? Come spostarsi? Per visitare questi giganti del planisfero per intero non basterebbero cinque vite, dunque diventa obbligatorio fare delle scelte. Gli USA sono stati il mio primo viaggio intercontinentale), quello che ancora ricordo come il più emozionante, sia per l’organizzazione dell’itinerario (durata mesi), sia per l’esperienza on the road vissuta in loco. Vi racconto perché ho costruito il mio itinerario negli Stati Uniti proprio nella parte Ovest, dalla California ai parchi nazionali di Utah e Arizona.

Sognavo le spiagge della California, il deserto, i grandi parchi, volevo vedere il Golden Gate e restare abbagliata dai lustrini di Las Vegas. Volevo anche scoprire un po’ della vera provincia americana, quella che ha poco a che fare con i grandi centri metropolitani, e volevo viaggiare in macchina, on the road, in totale autonomia. In altre parole, l’itinerario si è costruito da solo: voli, auto, pernottamenti, tutto è venuto molto facilmente, nonostante fosse la prima volta che organizzavo un viaggio così importante da sola. Avevo tre settimane a disposizione ed ho cercato di sfruttarle quanto più potevo. Alla fine siamo arrivati a percorrere quasi 6.000 km.

Quando andare

I periodi migliori per organizzare un itinerario negli Stati Uniti occidentali, tra parchi nazionali, città e spiagge sono forse le mezze stagioni. Primavera e autunno offrono tariffe più basse, sia per i voli che per gli alloggi, e molti luoghi saranno meno affollati (i parchi in particolare). Il clima sarà comunque mite e poco piovoso. L’estate è ovviamente la stagione più turistica. Io sono partita in agosto, il volo è costato parecchio (nonostante il discreto anticipo con cui l’ho acquistato), c’era tanta gente praticamente ovunque e faceva davvero molto caldo. Se non avete alternative, cercate di organizzarvi per tempo.

Un viaggio come questo è fattibile anche in inverno sebbene molti parchi siano chiusi (il che non vuol dire che non siano accessibili, saranno chiusi i centri visitatori, i campeggi e qualche percorso escursionistico).

Autorizzazione di viaggio e assicurazione

Prima di partire per gli Stati Uniti è necessario possedere due cose: l’autorizzazione di viaggio Esta e un’adeguata assicurazione sanitaria. La prima consente ai cittadini italiani (e non solo) di viaggiare negli USA senza visto, purché lo scopo del viaggio sia esclusivamente turistico. Si richiede online sul sito ufficiale (attenti agli intermediari costosi!) e va fatta con almeno 72 ore di anticipo rispetto la partenza. In questo post vi spiego nel dettaglio come funziona l’Esta per gli Stati Uniti.

L’assicurazione sanitaria è assolutamente indispensabile. Gli Stati Uniti non hanno un sistema sanitario pubblico e le cure mediche, anche le più “banali” (ad esempio una semplice presrizione di un farmaco), possono costare qualche centinaia di Euro, ma anche molto di più. Non partite mai senza e sceglietene una che abbia massimali di copertura illimitati. In questa guida vi spiego come scegliere l’assicurazione di viaggio per gli USA.

Costi ed organizzazione

Un viaggio negli Stati Uniti si rivela quasi sempre piuttosto costoso, anche se organizzato in bassa stagione. Ad ogni modo, con una buona organizzazione e seguendo qualche piccolo consiglio si riesce, volendo, a risparmiare. Per questo argomento vi rimando al post più specifico su quanto costa organizzare un viaggio negli USA in fai da te.

Venezia – Las Vegas

Volo British Airways da Venezia con arrivo a Las Vegas e ritorno da San Francisco per ottimizzare l’itinerario (tra California e Nevada non esiste la tassa di drop-off quindi riconsegnare l’auto da uno stato all’altro non comporta maggiorazioni di prezzo). Biglietto acquistato su Orbitz.com nel mese di marzo, per partire i primi di agosto. Voto super positivo alla compagnia, volo comodo (scalo a Londra), cibo buono e ottimo servizio a bordo.

Giorni 1-2-3: Las Vegas e Death Valley

Affrontare per la prima volta un volo intercontinentale ed atterrare a Las Vegas può risultare leggermente traumatico. Enormi manifesti che pubblicizzano armi da fuoco ti accolgono al controllo immigrazione e il caos della strip non è cosa da poco, specie se affrontato sotto l’effetto del jet-lag. Comunque, è proprio dal Nevada che il mio itinerario negli Stati Uniti dell’Ovest è cominciato.

Il giorno successivo lo dedichiamo a Las Vegas, passeggiando per la strip e visitando, con non poca curiosità, hotel e casinò. Investiamo be 5$ alle slot machines, li perdiamo in 3 minuti e ci dedichiamo subito ad altro. Il giorno dopo ci spostiamo auto in direzione Death Valley, a circa 250 km da Las Vegas. Che dire se non imperdibile. Il paesaggio lunare unito alla piacevolissima sensazione di phon rovente sparato direttamente in faccia lo rendono un luogo davvero unico. Se ancora non l’avete letta, ecco la mia guida per visitare la Death Valley.

La sera rientriamo nuovamente a Las Vegas. In queste prime tre notti su suolo americano dormiamo in due hotel diversi, semplicemente per un cambio itinerario avvenuto in un secondo momento. Le prime due notti al Planet Hollywood, mastodontico albergo sulla strip, che consiglio per la comodità e per il buon rapporto qualità/prezzo. La terza notte pernottiamo al Tuscany Suite & Casinò, in una via secondaria, molto bello (camere enormi) ed economico.

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La lunga e desolata strada per raggiungere la Death Valley da Las Vegas

Giorno 4: Las Vegas – Bryce Canyon – Torrey (600 km)

Il giorno seguente ripartiamo in direzione Bryce Canyon (circa 400 chilometri da Las Vegas). Il Bryce Canyon a mio avviso è una tappa imperdibile in un qualsiasi itinerario negli Stati Uniti dell’ovest, tra i parchi nazionali. Uno spettacolo della natura che non ha paragoni. Ci fermiamo qualche ora per goderci il panorama e portarci a casa qualche scatto prezioso.

Altri 200 km e raggiungiamo Torrey, per fermarci a dormire all’Affordable Inn of Capitol Reef, un motel in puro stile americano da cui si gode un impareggiabile panorama rosso fuoco, specie all’alba ed al tramonto. La sosta è prettamente tecnica, per spezzare la lunga strada verso la Monument Valley.

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L’infinita distesa di pinnacoli del Bryce Canyon

Giorno 5: Torrey – Monument Valley – Cameron (500 km)

La tappa più lunga (in termini di tempo) in questo nostro itinerario negli Stati Uniti dell’Ovest. Da Torrey, raggiungiamo la Monument Valley percorrendo oltre 300 km. Non ci sono tante parole per descrivere questa riserva, le immagini parlano da sole. Di tutto il mio viaggio on the road negli USA questo è stato il luogo che più mi è rimasto nel cuore, assolutamente spettacolare. Molti viaggiatori ritengono la Monument Valley un po’ troppo “fuori mano” e la escludono dall’itinerario. Non fatelo!

Da lì, altri 200 km per tornare indietro in direzione Grand Canyon. Vi sembrano troppi chilometri? Assolutamente no, considerando che il panorama lungo la strada è a dir poco favoloso! Tappa quasi obbligata (nel senso che ci sono pochissimi altri alloggi lungo la strada) il Cameron Trading Post, un grazioso complesso che include albergo, ristorante e un paio di negozi. Non è proprio economico ma quantomeno le camere sono belle e si mangia piuttosto bene.

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Eccomi in posa nella Monument Valley

Giorno 6: Cameron – Grand Canyon – Sedona (270 km)

Ed ecco che arriviamo ad uno dei luoghi più significati e simbolici di tutti gli Stati Uniti: il Grand Canyon. Immenso, spettacolare, profondissimo. Come si fa ad affrontare un itinerario on the road in queste zone senza passare di qua? Impossibile. Decidiamo di visitare il Grand Canyon in giornata, ma arrivando presto il mattino abbiamo tutto il tempo per percorrere a piedi il sentiero panoramico che costeggia il South Rim.

Nel tardo pomeriggio raggiungiamo Sedona, una graziosa cittadina molto frequentata dagli amanti new age. La cittadina è assai suggestiva perché circondata da rocce rosso fuoco. Giusto il tempo di un bagno in piscina (tantissimi hotel ne sono provvisti) ed una cena messicana.

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Osservando il Grand Canyon

Giorno 7: Sedona – Joshua Tree NP – Palm Springs (630 km)

Il giorno seguente ci “spariamo” altri 600 km per arrivare a Palm Springs. Il Joshua Tree National Park è molto bello, un deserto costellato di alberi di Yucca, guidare nel mezzo di questa lunga e desolata landa è davvero un’esperienza particolare.

Decidiamo di dormire a Palms Spring perchè raggiungere direttamente San Diego (la tappa successiva) sarebbe stato davvero troppo faticoso.

Giorni 8-9-10: San Diego

Finalmente uno stop di qualche giorno dal nostro itinerario negli Stati Uniti dell’Ovest. San Diego è una città che merita una visita, le spiagge sono molto belle, il downtown vivace e allegro. La Jolla è la zona della città a mio parere più suggestiva. La costa è dominata da ripide scogliere e il panorama è sorprendente. San Diego è la città giusta per assaporare quel clima californiano che siamo abituati a vedere nei film. Personalmente l’ho preferita alla più caotica Los Angeles.

Gli hotel nel downtown e sulla costa sono piuttosto costosi, noi optiamo per un motel un po’ decentrato ma in zona tranquilla, il Travelodge Mission Valley.

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La Jolla, San Diego

Giorni 11-12-13: Los Angeles (200 km)

Il nostro itinerario on the road negli Stati Uniti dell’Ovest prosegue in direzione Los Angeles. Riassunto veloce di questi tre giorni: Hollywood, Beverly Hills, Venice e Manhattan Beach, Santa Monica. Los Angeles è una metropoli geograficamente molto estesa, che non presenta un vero centro “storico”. Bisogna calcolare bene gli spostamenti perché andare da un’estremità all’altra può richiedere ore e il traffico è sempre molto intenso.

Io ho preferito di gran lunga la zona costiera, un po’ più “easy” e divertente.

Decidiamo di alloggiare lontano dal centro per non spendere una follia, a Manhattan Beach, al Crimson Hotel, non male, con colazione inclusa (cosa assai rara da queste parti).

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Le colline di Hollywood, Los angeles

Giorno 14: Los Angeles – Bakersfield (200 km)

A questo punto del nostro itinerario americano si presentava un bivio: continuare a risalire la costa californiana o deviare verso l’entroterra per visitare alcuni tra i parchi nazionali più belli degli Stati Uniti dell’Ovest. Decidiamo per questa seconda opzione (un po’ a malincuore perché la costa californiana è probabilmente altrettanto bella), raggiungendo Bakersfield come punto di partenza per visitare poi i parchi nazionali della zona. La cittadina non è niente di eccezionale, ci dedichiamo allo shopping approfittando dei tanti outlet presenti in zona.

Dormiamo al Vagabond Inn, classico motel in stile americano, pulito e confortevole con ottime donuts per colazione!

Giorno 15: Bakersfield – Sequoia NP – Fresno (280 km)

Il Sequoia National Park è veramente un parco bellissimo, che a mio parere non può mancare in un itinerario on the road negli Stati Uniti occidentali. Questi alberi giganti sono impressionanti, il General Sherman, che trova sede proprio in questo parco, è l’albero più grande del mondo in termini di volume, davvero spettacolare. Prendetevi l’intera giornata e seguite uno dei tanti itinerari proposti nel centro visitatori, non ve ne pentirete!

Per la notte ci fermiamo a Fresno, al Super 8: semplice, pulito, economico. Ideale per una sosta veloce.

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Sequoia National Park

Giorno 16: Fresno – Yosemite NP – Stockton (330 km)

Partiamo da Fresno di buon mattino per raggiungere il vicinissimo Yosemite National Park. Se siete amanti del trekking e dell’arrampicata qui troverete pane per i vostri denti. Il consiglio è quello di fermarsi qualche giorno pernottando nelle aree attrezzate per campeggio. Noi l’Half Dome l’abbiamo solo ammirato, passeggiando in uno dei tanti itinerari escursionistici che conducono alle celeberrime Yosemite Falls. Ci fermiamo quindi solo in giornata, ripartendo nel tardo pomeriggio.

Per la notte, sosta tecnica a Stockton, al Americas Best Value Inn. Non pensate che fermarsi nei motel sia una brutta esperienza, anzi, negli USA, si rivelano spesso le soluzioni migliori per dormire bene e spendere poco.

Giorni 17-18-19: San Francisco

Eccoci arrivati alla tappa finale di questo itinerario negli Stati Uniti occidentali: San Francisco. Ci arriviamo dopo una sosta al campus di Berkeley (un sogno che avevo da tanto tempo!), passando per Sausalito, da dove si può ammirare tutta la baia. Decisamente la città più interessante tra tutte quelle viste in questo viaggio. Il Golden Gate Park (stupendo), il downtown, Chinatown, il Pier 39 sono solo alcuni dei luoghi che abbiamo avuto l’occasione di vedere. In tanti dicono che S.Francisco sia la città più “europea” di tutti Stati Uniti e credo che, almeno per alcuni aspetti, questa considerazione sia vera.

Alloggiare in centro costa molto, pertanto scegliamo una sistemazione nei pressi dell’aeroporto, il City Garden Hotel, carino e confortevole ma serve per forza la macchina.

 

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Il Golden Gate immerso nella nebbia, San Francisco