#worstintravel: le cose che non sopporto quando sono in viaggio

Viaggiare è qualcosa di meraviglioso, non mi stancherò mai di dirlo o di scriverlo. Viaggiare apre la mente, ci fa scoprire popoli e culture differenti, dovrebbe farci capire che non esiste un solo ed unico mondo così come noi siamo abituati a concepirlo. Viaggiare è anche divertimento, staccare la spina, riposarsi, non avere orari. Quando si è in vacanza tutto dovrebbe essere perfetto, noi dovremmo essere sempre di buon umore perché nulla dovrebbe darci fastidio. In realtà, non sempre va così!

Ci sono comportamenti, situazioni ed abitudini che, se nella quotidianità già ci urtano il sistema nervoso, quando siamo in viaggio tendiamo a tollerare ancora meno proprio perché rompono quella bolla idilliaca che si crea quando siamo in vacanza. Il tag #worstintravel nasce dall’idea di Beatrice di Il mondo secondo Gispy, la quale ha pensato bene di elencare tutte le cose che le danno fastidio (per usare un eufemismo) quando si trova in viaggio. La sua iniziativa ha dato vita ad una catena davvero esilarante e ringrazio Anna di Profumo di follia e Giulia di Viaggiare con gli occhiali per avermi invitata a partecipare.

Le regole sono davvero semplicissime:

  • Citare l’ideatore, quindi Il Mondo secondo Gipsy
  • Citare chi ti ha nominato
  • Rispondere con almeno due cose che proprio non sopportate quando siete in viaggio, non c’è un massimo.
  • Taggare almeno due persone/blog, non c’è un massimo.

Ora è arrivato anche il mio momento di essere cattivella: questa è la mia lista di cose e persone che proprio non sopporto quando sono in viaggio! #worstintravel

Quelli che vogliono far fare tutto ai bambini. Questa prima questione era un po’ difficile da spiegare bene in un titolo, quindi meglio ampliare il discorso. Viaggiare con i bambini è bellissimo, vederli scoprire il mondo con la loro curiosità priva di qualsiasi cornice mentale è qualcosa di commovente. Ma sono pur sempre bambini. Se vogliono spingere a tutti i costi una valigia da 20 kg, o svuotare personalmente il bagaglio a mano prima di farlo passare allo scanning, no, sono cose che non si possono fare. Non si può bloccare un’intera fila per dar loro soddisfazione. Un po’ come quelli che al supermercato permettono ai loro figli di svuotare il carrello alla cassa bloccando tutti per 20 minuti. No. E a dirlo è la mamma di un bimbo di un anno e mezzo!

Quelli che vogliono saltare la fila per l’imbarco. Vabbè, qui andiamo sul classico. Ci sono quelli che con nonchalance si alzano dalle poltroncine e si inseriscono a metà della fila e quelli che, senza troppi problemi, ti passano proprio davanti. Mentre aspettavamo l’imbarco per Toronto, tre persone (adulte) si sono inserite davanti a noi senza troppi problemi. “Siamo una famiglia” ci hanno detto indicando il signore che già stava lì. Io, mio marito e il mio bimbo di un anno, invece, ci eravamo appena conosciuti sul posto! Che poi mi domando, ma perché? Qual è lo scopo? Salire prima sull’aereo e aspettare di più a bordo?! Io piuttosto preferisco stare seduta finché la fila non si è quasi esaurita ed entrare per ultima.

airport-1515431_1920

Chi non rispetta la cultura locale. Qui tocchiamo un tasto veramente dolente per la sottoscritta, che di mancanze di rispetto ne ha viste tante. Dalle più banali (per modo di dire), come ad esempio entrare in un luogo di culto senza un abbigliamento adeguato, alle più cattive ed ingiustificate, come insultare palesemente qualcuno del posto per una semplice divergenza di opinioni. Nella maggior parte dei casi di trattava di italiani. Ci sono persone che viaggiano tanto per aggiungere bandierine al loro planisfero, senza alcuna velleità di conoscenza o di comprensione. Persone che pretendono di comportarsi ovunque nel mondo come a casa propria e questo lo trovo davvero avvilente, oltre che irritante. Queste persone per me, non sono veri viaggiatori.

Gli italiani e le loro pretese. Direttamente collegati al punto precedente troviamo molti viaggiatori italiani con le loro pretese. Vi assicuro che ne ho viste di ogni sorta. Quelli che pensano di poter parlare italiano ovunque (persino alle Fiji) e che urlano credendo di essere più comprensibili. All’aeroporto di Girona, ho visto una coppia avvicinarsi allo sportello per i biglietti del bus e chiedere splendidi”Due biglietti per Barcellona, posso pagare con carta di credito?”. “Two ticket Barcellona” con la carta di credito in mano era troppo difficile? Un altro gran classico sono gli italiani che ordinano la pasta in qualsiasi posto nel mondo per poi convenire sulla scadente qualità di cottura, condimento e presentazione. Ma mangiare qualcosa di tipico no?!

spaghetti-1987454_1920

I “buttadentro”. Se c’è una cosa che non sopporto quando sono in viaggio è quella di essere importunata da chiunque mi inviti ad entrare in un ristorante o in un bar, sbattendomi davanti la faccia un menù di plastica tutto scolorito. No! Non solo non mi convincono ad entrare ma, al contrario, mi invogliano a dirigermi altrove.

Quelli che urlano al telefono. Ma quanto è bello viaggiare in treno, cenare al ristorante, o aspettare il tuo volo in compagnia di simpatici urlatori telefonici? Il vantaggio di trovarsi all’estero quantomeno è quello di non capire un accidente, ma in generale non capisco come si possa sbandierare così beatamente i fatti propri in luoghi tanto affollati! E comunque mi danno fastidio perché se sto leggendo non riesco più a concentrarmi!

Quelli che non escono dai resort. Ho lasciato questo punto per ultimo perché non si tratta in realtà di un atteggiamento che mi infastidisce o che mi crea problemi, semplicemente non lo condivido e non lo capisco. Tanto per fare un esempio, anni fa ho conosciuto una coppia che per il viaggio di nozze scelse il Madagascar. Una terra, credo, bellissima con miliardi di opportunità di viaggio differenti. Ecco, loro non sono mai usciti dal resort. Mai, in due settimane. Ma perché? Davvero non ne capisco lo scopo. Forse quello di poter dire di essere stato in Madagascar, anche se del Madagascar non si è visto nulla?! Per carità, vivi e lascia vivere, ognuno ha il sacrosanto diritto di fare vacanza come gli pare e piace. È che io questo modo di viaggiare proprio non lo comprendo, tutto qui.

palm-966994_1920

Terminata la mia lista, è arrivato il momento delle nomine. Coraggio bloggers, siate un pochino cattive!

 

11 pensieri riguardo “#worstintravel: le cose che non sopporto quando sono in viaggio

  1. Eh quella dei bambini lasciati allo stato brado è un evergreen che sta bene dappertutto, non solo in viaggio! La colpa è sempre, sempre dei genitori. I buttadentro, giusto! Avevo rimosso la loro simpatica insistenza!
    Velo pietoso sugli urlatori…di solito sono nostri connazionali 😉
    Haahah spero che la coppia del resort non ti stia leggendo 😀
    A presto!
    Daniela

    Liked by 2 people

  2. Tutte meravigliose. Quelli che non escono dai resort non li reggo, già di mio preferisco evitare i resort ma a volte si deve fare, non si può fare diversamente, ma non esiste rimanere sempre dentro! E la questione file poi è fastidiosissima. MI è capitato solo una volta di aver bisogno di saltare la fila ai controlli di sicurezza perché stavo perdendo l’aereo ma con umiltà e un biglietto in mano ho dimostrato che ne avevo realmente bisogno e allora tutti ti fanno passare, se è davvero necessario! insomma c’è modo e modo!

    Liked by 1 persona

  3. Concordo su tutto, soprattutto sui bambini (“ho visto cose che voi umani….”), sui buttadentro e sui villaggi turistici. Veramente non capisco il senso di questi ultimi, soprattutto se si è giovani. Mi sembra solo un grande spreco di tempo e soldi.
    Ciao cara!

    Liked by 1 persona

  4. Sante parole…
    Questo cercare sempre e comunque l’Italia anche all’estero (soprattutto nel cibo), è una cosa che proprio non capisco. Ci può stare rispetto ad un sapore particolare che davvero si fatica a digerire o che non piace… ma non è possibile che ci siano persone che in ogni posto pretendono di mangiare la pasta come quella fresca all’uovo fatta in casa dalla zia emiliana che, tra le altre cose, ha pure le galline e i campi di grano che le forniscono gli ingredienti di base…

    Ebbbasta! Stai a casa che mangi meglio (secondo i tuoi standard) e non ammorbi gli altri.

    Quanto siamo limitati…. è molto triste, ma è così!

    Elena

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...