Imprevisti di viaggio: come ammalarsi in Thailandia!

Travelunexpected, ovvero tutto quello che non pensi ti possa capitare quando sei in viaggio. Gli imprevisti di viaggio esistono, alcuni viaggiatori sono più fortunati di altri, ma non sempre le cose vanno lisce come l’olio, quando si è in vacanza. Alcuni imprevisti li si mettono in conto (lo smarrimento di un bagaglio o un leggero malessere), altri invece sono quasi impossibili da prevedere (mai avrei pensato di finire su un furgone della polizia quando partii per Düsseldorf). Ad esempio, una cosa che un pochino ci si aspetta quando si parte per un posto esotico è quella di beccarsi un fastidioso inconveniente, quello che ti costringe a correre al bagno ogni 10 minuti. Quello che però proprio non pensavo era di ammalarmi a due giorni di distanza dal ritorno a casa! Direi il peggior imprevisto di viaggio che mi sia capitato!

Sono stata in Thailandia nel 2012, il mio primo, e per ora unico, viaggio in Asia. È stata un’esperienza bellissima, benché particolarmente tranquilla, forse troppo per i miei soliti standard di viaggio. La verità è che quell’anno avevamo voglia di un viaggio più rilassante e senza troppi spostamenti. Così siamo rimasti per 4 giorni a Bangkok per poi spostarci per altre due settimane nelle isole del Golfo di Thailandia, precisamente Koh Tao e Koh Samui. Non siamo rimasti tutto il tempo a prendere il sole, sia chiaro, ma ce la siamo comunque presa con comodo. Quando si parte per una destinazione esotica (per quanto siano zone di grande afflusso turistico), il primo imprevisto di viaggio che di solito ci viene in mente è un qualche disturbo alla digestione, legato magari ad un’alimentazione molto diversa da quella cui siamo abituati oppure all’acqua corrente, non sempre potabile.

Io non sono mai stata una che va in ansia per queste cose, anzi, direi che sono l’esatto contrario. Mangio sempre di tutto, compro il cibo ovunque, che sia un supermercato o un carrettino ambulante per strada, magari non bevo l’acqua di rubinetto ma la uso senza problemi per lavarmi i denti. L’unica accortezza che seguo e quella di portarmi un farmaco specifico per ogni evenienza.

Koh Samui
Una delle splendide spiagge di Koh Samui
koh samui
Una tipica imbarcazione ancorata sulla spiaggia

La verità è che in Thailandia non mi è andata bene per niente, altro che imprevisti di viaggio, è stata quasi una piccola tragedia. Mi sono ammalata gli ultimi 3 giorni di viaggio, eravamo a Koh Samui e faceva oltretutto un caldo infernale. Non ho mai capito la causa reale, anche se tutt’ora penso che la colpa possa essere stata di uno smoothie alla frutta preso da un baracchino per strada e composto per l’80% di ghiaccio. L’ha bevuto anche mio marito, ma lui è sempre stato benissimo. Comunque una situazione tremenda, due giorni chiusa in camera (per meglio dire in bagno), senza riuscire a muovermi o a mangiare, un disastro. Avevamo in programma alcuni giri (tra cui quello al parco marino di Ang Thong), tutti saltati. L’unico aspetto positivo è che il riso bianco bollito si trovava ad ogni angolo della strada!

Provate però per un momento a pensare a cosa significhi affrontare un viaggio intercontinentale, con scalo di 8 ore nel mezzo, con il cagotto fulminante (ecco, l’ho detto). Se c’è qualcuno tra di voi che ha vissuto la stessa, indimenticabile esperienza, avrà tutta la mia comprensione. Avete presente le toilette degli aerei? Quelli in cui devi fare i salti mortali per cercare di non sederti sulla tazza, aggrappandoti alle maniglie con tutta la tua forza? Parlo delle stesse toilette che non hanno finestre, dove quasi sempre c’è qualcuno che aspetta fuori per entrare subito dopo di te. Voi non potete capire. È stato orrendo e tremendamente umiliante (anche quelli seduti dietro di me che mi vedevano in piedi ogni 10 minuti, avranno fatto 2+2!). Anche le 8 ore trascorse all’aeroporto di Doha sono state interessanti. Vi dico solo che, nella concitazione del momento, sono entrata in una moschea invece che nel bagno (certo che anche metterli una di fianco all’altro…ideona!).

Così si è concluso il mio meraviglioso viaggio in Thailandia. Sopra al gabinetto invece che con una succulenta aragosta, come avevamo programmato all’inizio!

Curiosi di conoscere gli altri episodi di #travelunexpected? Ecco la lista completa dei miei imprevisti di viaggio!

15 pensieri riguardo “Imprevisti di viaggio: come ammalarsi in Thailandia!

  1. Ma nooo che tragedia. E’ un castigo divino altro che imprevisto di viaggio!
    Però la cosa positiva è che almeno l’inferno si è scatenato a viaggio ormai concluso…pensa se accadeva all’inizio! 😦
    Ma l’Imodium o qualsiasi altro “inibitore di cagotto” non ha funzionato? Io me ne porto sempre una vagonata dietro… 😛

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  2. No ma che sfiga colossale!
    E in effetti l’idea della moschea accanto ai bagni non è proprio una genialata…
    È successa una cosa simile al mio compagno durante una riunione di un viaggio di lavoro in Giordania, e l’imodium ha iniziato a fare effetto solo il giorno dopo. Una sciagura.
    Ma si può partecipare a questo tag?

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  3. Ahah Dani, siamo compagne di sventura! Anch’io ho avuto la tremenda maledizione di Montezuma in Thailandia, precisamente a Koh Phangan, quindi non lontana da dove soggiornavi. Solo che la mia è stata una combo mortale: Montezuma+simpaticissime mestruazioni una settimana in anticipo 😀 fortunatamente c’era un medico non lontano dal resort, mi ha dato un po’ di pillole (versione Thai dell’Imodium, l’Enterogermina non mi ha fatto effetto purtroppo) e dopo 1-2 giorni stavo già meglio. Anche il fatto che in Thailandia fuori ci siano 40 gradi e dentro i negozi o locali 20 gradi scarsi non credo aiuti molto…

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