I migliori piatti tipici che ho assaggiato in viaggio

Ho già spiegato tante volte perché la cucina è parte integrante dei miei viaggi e non mi stancherò mai di ripetere quanto la cultura di un paese e di un popolo possa essere raccontata anche con i piatti tradizionali. Viaggiare per me significa anche assaggiare (sia cibo che birra, ma questo è un altro discorso). Nel corso dei miei viaggi mi è capitato di gustare pietanze squisite come di rimanere a stomaco vuoto per quanto fosse inaffrontabile ciò che avevo nel piatto. L’importante, secondo me, è sempre provare. Data la mia passione smodata per il cibo questa volta ho deciso di raccontare i migliori piatti tipici che ho assaggiato in viaggio.

Se c’è una categoria di persone che proprio non comprendo sono i viaggiatori che, quando si ritrovano in un paese straniero, si rifiutano di assaggiare i piatti tipici del luogo e pretendono di mangiare come a casa loro. Per carità, ognuno ha le proprie abitudini, ma davvero non capisco come si possa non provare alcuna curiosità verso una cucina tradizionale diversa dalla propria. Comunque sia, vivi e lascia vivere, come si suol dire. Io sono l’esatto contrario, quando sono all’estero rifiuto categoricamente di mangiare piatti che ricordino anche solo vagamente la cucina italiana (eccezione fatta per la pizza, un buon trancio mi ha salvato più volte il pranzo). Ho ordinato per la prima volta un piatto di pasta l’anno scorso, in Canada, perché il mio bambino, che all’epoca aveva un anno appena compiuto, non poteva nutrirsi di soli hamburger per 3 settimane! Detto questo, sappiamo tutti che la cucina italiana è una delle migliori al mondo (la migliore forse?) ma anche all’estero si può mangiare altrettanto bene! Ecco la mia lista dei migliori piatti tipici assaggiati in viaggio, vi avviso però che qui non si parla di ristoranti stellati e nouvelle cousine! (Mi scuso per la qualità delle foto, alcune risalgono a qualche anno fa e sono state fatte con cellulari un po’ datati).

I MIGLIORI PIATTI TIPICI CHE HO ASSAGGIATO IN VIAGGIO (non è una classifica ma una lista in ordine casuale)

Sandwich di gamberi e granchio, Cashel (Irlanda). Cashel è una località irlandese conosciuta più che altro per la sua splendida Rocca, che vale assolutamente una visita (se siete interessati alla terra di smeraldo potete dare un’occhiata al mio itinerario in Irlanda in 7 giorni). Quello che forse non tutti sanno è che a pochi metri dalla Rocca c’è un piccolo ristorantino, che sembra più che altro un bistrò, che serve piatti eccellenti, curatissimi e con ingredienti freschi. Si chiama Cafe Hans. Qui ho mangiato una della cose più buone mai provate in vita mia: un sandwich con pane di segale (fatto in casa) farcito con gamberi appena scottati e granchio (non il solito surimi, nel panino ci sarà stato davvero mezzo granchio). Un piatto veramente delicatissimo e squisito. 25€ per il sandwich, acqua e brownie alle nocciole.

Hamburger con blue cheese e cipolle, Hermosa Beach (California). Capisco che possa spiazzare: tra tutti i piatti tipici che ho provato citare un hamburger sembra un controsenso. La verità è che un hamburger fatto a regola d’arte, con un buon pane e un’ottima carne, non ha nulla da invidiare ad un piatto più elegante ed elaborato. L’hamburger che ho mangiato a Hermosa Beach, cittadina costiera a sud di Los Angeles, era qualcosa di davvero straordinario, tanto che ancora me lo ricordo. Pane croccante fatto in casa, carne di manzo di prima qualità, cipolle rosse grigliate e blue cheese (simile al nostro gorgonzola). Il tutto accompagnato dalle patatine più buone che abbia mai mangiato, avevano una forma stranissima, tipo a fusillo, croccantissime, buonissime veramente. Del resto, negli USA questo si mangia, ma quando è fatto bene…ne vale la pena!

Gamberoni fritti in tempura, Koh Tao (Thailandia). Se c’è un paese che mi ha particolarmente soddisfatta dal punto di vista culinario è la Thailandia. Ho mangiato benissimo sempre e ovunque, le zuppe di curry (verde, giallo o rosso che sia) sono strepitose, il pad thai un grande classico che fanno benissimo in qualsiasi locale, ma il piatto tradizionale che ricordo come il più buono fra tutti sono i gamberoni fritti in tempura che ho mangiato al Pranee’s Kitchen a Koh Tao, meravigliosa isola nel Golfo di Thailandia. Avete presente quei gamberoni giganti e belli ciccioni che si sciolgono in bocca? Ecco, immaginateli avvolti in una croccante e leggerissima tempura, qualcosa di veramente indescrivibile. 5€ per tipo 20 gamberoni.

gamberoni in tempura
I gamberoni in tempura di Koh Tao

Seppie alla plancia, Barcellona (Spagna). Che a Barcellona si mangi benissimo non è un mistero, la cucina catalana (e in generale quella spagnola) è quanto di più simile alla cucina italiana si possa trovare. Dimenticatevi i primi piatti, questo è chiaro, ma come materie prime ci avviciniamo molto. A Barcellona si mangia di tutto (qui vi parlo un po’ di cosa provare), ma il pesce è sicuramente l’ingrediente principe. Il mio piatto preferito di Barcellona? Le seppie alla plancia, assolutamente perfette nella loro semplicità. Le seppie grigliate vengono cucinate in praticamente ogni ristornate di Barcellona, sia sotto forma di tapas che di portata principale, cambia semplicemente la quantità. Vengono servite solo con un filo d’olio e sono buonissime così, il segreto sta nella freschezza della materia prima. Le più buone le ho mangiate da Can Mano, un ristorantino della Barceloneta che a vederlo non gli daresti due lire (sembra piuttosto un bar di provincia) ma dove si mangia divinamente spendendo pochissimo (10-12€ per abbuffarsi di pesce). Ormai un appuntamento fisso.

Pasticcio di granchio, Liscannor (Irlanda). È la terza volta che cito un piatto irlandese, avrete quindi capito che nella terra di smeraldo si mangia particolarmente bene. Liscannor è una cittadina piuttosto anonima ma situata in prossimità delle Cliffs of Moher. Qui si trova una locanda dall’aspetto casalingo, Vaughas Anchor Inn, ma che offre piatti delicatissimi e pure un po’ elaborati. Il pasticcio di granchio che abbiamo mangiato era qualcosa di sublime, servito direttamente nella pirofila era tenero e succulento all’interno ma ricoperto da una crosticina croccante (spero che non stiate leggendo questo articolo proprio all’ora di pranzo). Il tutto accompagnato da un’eccellente pinta di Smithwick’s. Meglio di così non si poteva.

Zuppa di pesce con latte di cocco e cassava, Sigatoka (Fiji). Sono rimasta solo tre giorni nell’isola di Viti Levu (Fiji), soggiornando in un albergo carino ma modesto (che costava poco insomma). Mi sono resa conto solo una volta arrivata lì che il loro ristorante era il migliore della costa! Al Bedarra Beach Inn ho mangiato sempre bene ma il piatto che più mi ha incuriosita è stata una deliziosa zuppa di pesce con latte di cocco e cassava. La cassava, chiamata più comunemente manioca, è una radice tuberizzata di cui non conoscevo l’esistenza (la manioca viene citata spesso nei romanzi di Gabriel Garcia Marquez ma non sapevo fossero la stessa cosa) ma che ho scoperto essere molto diffusa in tutte le zone subtropicali del mondo. Alle Fiji la usano come sostituto della patate, tant’è che ci sono persino le chips di cassava in sacchetto. Ad ogni modo la zuppa era deliziosa, molto distante dai gusti cui siamo abituati e forse per questo mi è piaciuta particolarmente. Pesce freschissimo in un brodetto con verdure, latte di cocco e spezie di cui ignoro nome e provenienza, davvero ottimo.

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La squisita zuppa si pesce con verdure e latte di cocco alle Fiji. Quei grossi pezzi bianchi sono la famosa cassava.

Salmone affumicato a colazione, Tallinn (Estonia). Qui non si tratta di un piatto tipico tradizionale nel senso più comune del termine, ma una vera e propria esperienza culinaria. Il salmone affumicato l’abbiamo mangiato tutti almeno una volta nella vita, scommetto che a Natale il classico crostino non manca mai nemmeno sulle vostre tavole. Mangiarlo a colazione, però, è tutta un’altra storia. L’hotel di Tallinn dove alloggiavo offriva un buffet davvero pantagruelico, più salato che dolce e dire il vero. C’era questo vassoio enorme di salmone affumicato, profumato e freschissimo, con il pane di segale ancora caldo e il burro. Non ho avuto alcuna nostalgia dei miei soliti biscotti integrali e per tre giorni a colazione mi sono abbuffata solo di salmone.

Stinco al forno, Praga (Repubblica Ceca). Lo stinco al forno è un piatto che si trova facilmente in molti paesi dell’Europa continentale ed anche in Italia non è così difficile da assaggiare. Quello che ho mangiato a Praga, però, li batte tutti. A parte che era gigantesco, tipo più di un chilo di carne (era infatti pensato per due persone), era anche buonissimo. Cotto alla perfezione, tenerissimo ed accompagnato da ottime patate al forno e da, ovviamente, un boccale di Pisler. Onestamente il più buono che abbia mai mangiato. Non ricordo assolutamente il nome del ristorante quindi non posso darvi indicazioni.

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Il gigantesco stinco al forno di Praga

Irish breakfast, Dublino (Irlanda). La colazione tipica irlandese è una cosa che almeno tutti una volta nella vita dovrebbero provare, senza pensare troppo alla linea. A Dublino stavo in un hotel modesto ma carino e che serviva una colazione tradizionale irlandese a 5 stelle compresa nel prezzo (Dergavale Hotel, io ve lo dico, vale la pena di alloggiare lì solo per questo). Niente buffet, ordinavi alla carta e ti preparavano tutto al momento. Uova in camicia, bacon croccante, salsicce, soda bread (un pane tipico irlandese senza lievito), burro, marmellata fatta in casa. Voi non avete idea di che cosa fosse quel piatto: estasi pura! E quattro ore dopo abbiamo pure avuto il coraggio di pranzare! La Irish Breakfast è uno dei piatti tipici irlandesi che consiglio di provare.

Rosti di patate, Düsseldorf (Germania). Il rosti di patate è un contorno molto comune in Germania, lo si trova quasi ovunque. Si tratta di una specie di frittella croccante a base di patate grattugiate. È un piatto semplicissimo ma talmente buono che non smetteresti mai di mangiarne. Ne ho provati in tante città diverse e tentato più volte di farli a casa, ma mai sono riuscita ad eguagliare quelli mangiati a Düsseldorf ai mercatini di Natale. Li preparavano al momento, nelle bancarelle, prendendo un bel mestolo colmo di pastella da una terrina di dimensioni spropositate e versando l’impasto su una piastra rovente. Non ho la minima idea di cosa contenesse l’impasto, ma il risultato era qualcosa di eccezionale: croccante fuori, morbido dentro, unto al punto giusto, gustosissimo. A dimostrazione che anche il cibo più semplice può essere eccellente.

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Concentrata nell’assaggio del rosti di patate a Dusseldorf (scusate per il cappello)

Fish&Chips, Apollo Bay (Australia). Di Fish&Chips ne ho mangiati veramente tantissimi, avendo viaggiato spesso in paesi anglosassoni. Agli amanti delle cucina raffinata il fish&chips non dirà nulla, ma vi dirò che, se fatto con cura, è un piatto davvero squisito. Dipende moltissimo dalla qualità del pesce e da come viene fatta la pastella (lo preparo spesso anche a casa e ormai un po’ mi sono specializzata). Quello che ho mangiato ad Apollo Bay, lungo la Great Ocean Road, in Australia meridionale è decisamente il migliore che abbia mai provato. Era più una frittura mista a dire il vero, ma c’erano anche i classici filetti di pesce in pastella ed erano veramente insuperabili (qui vi racconto le tappe della Great Ocean Road). In quantità oltretutto spropositata!

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Il meraviglioso (e abbondante) fish&chips di Apollo bay

Mi rendo conto di aver scritto un papiro, ma del resto, quando si parla di buon cibo, come si fa a selezionare? Di ottimi piatti ne ho mangiati davvero tantissimi, in ogni parte del mondo in cui sono stata. Questo a dimostrazione che sperimentare è bello e che non solo in Italia si riesce a mangiare bene. La cosa fondamentale, a mio parere, è ordinare sempre qualcosa che faccia parte della tradizione locale. Così si va sul sicuro. Un piatto di spaghetti buono lo si trova solo in Italia, è inutile cercarlo altrove!

25 thoughts on “I migliori piatti tipici che ho assaggiato in viaggio

  1. Parole sante!!!!anche io prima di avere l’intestino super sensibile a qualsiasi cosa e scoprire la maledetta l’intolleranza al glutine, adoravo andare all’estero solo per mangiare cose nuove. Praga è stata spettacolare dal punto di vista gastronomico ma Istanbul la sogno ancora la notte!!!!

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  2. Condivido a 360° tutto quello che hai detto sul provare i piatti tradizionali del posto dove siamo! È quasi sempre garanzia di mangiare bene e scoprire qualcosa sulla cultura del posto!
    Lucia

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  3. Per me provare la cucina tradizionale è fondamentale! Adoro mangiare, ancora di più quando sono in viaggio. Sedermi in un posticino carino e concedermi quel momento di relax e di piacere è veramente la gioia.
    Però, detto questo, stasera devo aspettare le 8 per la consegna della pizza… e mi hai fatto venire una fame che non puoi immaginare!!!!

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  4. Pure io provo la cucina locale ma sai che a Barcellona non avevo trovato un ristorante decente (troppi quelli turistici) e mi avevo detto di andare proprio a Barceloneta! Mi segno il nome del ristorante che hai citato perché prima o poi ci torno!

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  5. Questa sera ho mangiato un trancio di pizza della panetteria per cena, per cui non sono nella posizione migliore per commentare… Mi mangerei praticamente tutto in un pasto solo!
    Comunque sono d’accordissimo con te: viaggiare è anche conoscere le tradizioni culinarie di un posto.
    L’hamburger fatto a regola d’arte, che bontà: ricordo ancora quello che ho mangiato a San Francisco 😍

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  6. Mamma mia Dani che fameee! Vedo che anche a te piace un sacco il pesce, io ne vado matta. Ora voglio il pasticcio di granchio irlandese 😀 io non impazzisco per lo stinco, qua a Budapest lo mangiano spesso ma io e la carne di maiale non abbiamo un buon rapporto. Per il resto, sembra tutto delizioso!

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    1. Beh lo stinco è in effetti un po’ pesantino! A me piace una volta ogni tanto! Il pesce invece lo mangerei ogni giorno! A Budapest io sono stata molto sfortunata, non ho mai mangiato tanto bene, ho scelto sempre i locali sbagliati!

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