I peggiori piatti tipici che ho assaggiato in viaggio

Durante i miei viaggi ho sempre mangiato bene, più o meno. Ho già parlato tante volte di quanto per me sia fondamentale assaggiare i piatti tradizionali dei luoghi che visito e di quanto faccia fatica a comprendere chi invece si rifiuta di provare qualunque cosa non conosca. Detto questo è anche vero che ogni tanto a tentare la sorte si casca male, cosa che tra l’altro può capitare benissimo anche in Italia (alzi la mano chi non ha mai mangiato una pizza terribile anche qui!). Dunque questa volta ho deciso di invertire la classifica: vi parlo dei cibi peggiori mai assaggiati durante un viaggio!

Lo dico chiaro e tondo: quando si tratta di cibo mi piace sperimentare, ma fino a un certo punto. Adoro provare piatti che non conosco e mi piace immergermi nella cultura dei paesi che visito anche attraverso la cucina tradizionale. Per certe cose, però, sono un po’ schizzinosa. Ad esempio, non credo potrei mai assaggiare pietanze a base di insetti o larve. Per carità, mai dire mai ma sono cose che non mi attirano. Ad ogni modo, se c’è un piatto tipico particolarmente rappresentativo di un paese, di una regione o di una città lo provo di sicuro. Non sempre, però, mi è andata bene. Alcune volte semplicemente non sono rimasta entusiasta, altre volte non ho proprio potuto finire il piatto. Dopo avervi raccontato i migliori piatti assaggiati in viaggio, passo quindi al classifica diametralmente opposta. Ecco a voi il peggio di quanto mi è capitato di provare all’estero!

PIATTO IGNOTO A BANGKOK. La Thailandia è un paese che, dal punto di vista gastronomico, mi ha regalato davvero moltissime soddisfazioni. C’è stato un solo caso in cui non sono riuscita ad affrontare ciò che avevo nel piatto e me lo ricordo talmente bene che ancora, a ripensarci, mi viene il voltastomaco. Non è stata colpa del cuoco, di questo ne sono certa, ma mia, che ho ordinato una cosa a caso senza sapere cosa fosse. Ero appena arrivata a Bangkok, ero stanca e molto affamata, ma per cercare di adeguarmi al fuso orario locale ho preferito provare ad affrontare la giornata piuttosto che chiudermi in albergo. Mi trovavo in un centro commerciale immenso e molto affollato, quando ho visto un piccolo chiosco che proponeva piatti locali, molti dei quali effettivamente del tutto sconosciuti. Con mio marito decidiamo di prendere un piatto di riso accompagnato da una specie di salsa con verdure. Niente, era immangiabile. Un gusto mai provato prima e, francamente, davvero troppo forte. Era piccante e acido allo stesso tempo. Una specie di rafano elevato all’ennesima potenza, non ce l’ho davvero fatta. Abbiamo ripiegato su due donuts al cioccolato, pessimi!

FRANCESINHA, PORTO. Un viaggio a Porto non è un viaggio a Porto senza aver provato almeno una volta la Francesihna. Questo piatto è talmente importante per la città che lo troverete ovunque, in qualsiasi ristorante, sponsorizzato tra l’altro a caratteri cubitali. Onestamente non sono riuscita a comprendere tutto questo fervore. La Francesinha è una specie di panino, preparato con due grosse fette di pane in cassetta, farcito con carne di vitello, salsiccia, salame e wurstel. Il panino viene poi ricoperto di formaggio fuso, abbondante salsa alla birra e, nella versione speciale, anche da un uovo fritto. Praticamente un mattone digeribile in almeno una settimana. Io l’ho provato naturalmente, non potevo non farlo, ma con tutta sincerità…mai più! Al di là della pesantezza del piatto (mai stato un problema per me il junk food), il panino è completamente intriso di salsa, cosa che rende il tutto di una consistenza umida e molliccia, comprese le patitine che vengono servite per accompagnamento. Davvero una delusione!

Francesinha
La Francesinha, piatto tipico di Oporto
tofu
Alla destra del piatto, la bistecca di tofu

BISTECCA DI TOFU, LONDRA. Gli amici vegani mi perdoneranno per questo affronto, ma con tutta onestà, la bistecca di tofu che ho mangiato a Londra è stata una delle cose più terribili che abbia mai provato. Questo genere di sviste capitano quando sei un viaggiatore squattrinato e ti capita di imbatterti in un ristorante che offre menù a buffet a soli £ 6,90. Io e la mia amica ci siamo fiondate conviente di uscirne vincitrici. La verità è che non ci siamo accorte che il ristornate proponeva unicamente cucina vegana, oltretutto di pessima qualità. Quella bistecca la ricordo al pari di una suola di scarpa, ho anche un video che testimonia il mio totale disappunto che non pubblico per decenza. Nulla contro la cucina vegana, questo è chiaro, io stessa l’ho provata varie volte e l’ho trovata squisita, ma questa cosa era davvero immangiabile!

CARNE DI COCCODRILLO, AUSTRALIA. Non so se fosse stata cucinata in modo sbagliato (non sono propriamente esperta di rettili in cucina), sta di fatto che ho trovato la carne di coccodrillo davvero immangiabile. L’ho assaggiata ad Ayers Rock, il cuore rosso dell’Australia, sottoforma di spiedino ma era davvero troppo dura per essere masticata, tant’è che non ne ricordo nemmeno il gusto. Probabilmente perché non sono riuscita a deglutirne nemmeno un boccone. Forse però non era preparata nel modo giusto perché altre persone mi hanno detto invece di averla trovata squisita e oltretutto in Australia è considerato un piatto prelibato.

POUTINE, CANADA. Il Poutine è un piatto tipico del Québec, il che la dovrebbe dire lunga sulla varietà e la qualità della cucina canadese. A dirla tutta in Canada non ho mangiato male, benché in effetti le possibilità di scelta non siano state proprio tantissime. Il Poutine non è altro che una generosa manciata di patatine fritte condite con formaggio fuso tipo cheddar e un sugo molto denso e corposo a base di carne. Chiaro che non si tratta di un piatto light. Anche in questo caso, come già detto parlando della Francesinha, non è tanto il gusto a non avermi soddisfatta (benché oggettivamente non fosse proprio il massimo della delicatezza), quanto piuttosto la consistenza. Non capisco come si possano inondare di salsa le patatine fritte. È chiaro che tutta la croccantezza si va a perdere. Il risultato sono delle patatine fritte molli ed umide, dal sapore di spezzatino. Decisamente preferisco altro.

Poutine
Il Poutine canadese

18 pensieri riguardo “I peggiori piatti tipici che ho assaggiato in viaggio

  1. Ahahah mi ha fatto morire questo post! Ho sentito molte recensioni positive sulla carne di coccodrillo, magari dipende da come viene cucinata e servita. Madonna la Francesinha mi fa quasi senso, non credo riuscirei a mandarlo giù 😀

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  2. Analogamente alla tua carne di coccodrillo attribuisco il fiasco clamoroso di un antipasto maltese alla cattiva preparazione.
    Origine dei componenti del piatto non pervenuti/sale come se non ci fosse un domani/cattivo odore che proveniva da qualche parte imprecisata del piatto.
    Mioddio anche a distanza di un anno se ci ripenso ancora mi viene da dire Bleahh! 😛

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  3. La bistecca di tofu ha davvero un aspetto orribile! Ma a volte è il prezzo da pagare quando si è decisi ad assaggiare un po’ di tutto 😉 A me è successo in Norvegia quando ho mangiato un prodotto di cui non ricordo nemmeno il nome: pezzi di pesce fermentato in barili di legno che poi vengono addirittura sotterrati per completare meglio il processo (o così almeno mi hanno detto). Il risultato è una poltiglia dall’odore improponibile e dal sapore acidissimo. Mi sento male solo a pensarci.
    Gli insetti non ce la farei proprio!

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  4. Credo sarei morta con il piatto asiatico, quello acido e piccante insieme…Bleah.. Anche io tendenzialmente sono una che si butta… è stato cosí, per esempio, in Sudafrica con la carne di coccodrillo e di facocero (entrambe molto buone, tenere e saporite cotte come erano semplicemente alla griglia). In generale credo neanch’io ce la farei ad assaggiare larve e insetti…ma hai visto mai?! 😊 Bell’articolo!

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  5. Bello questo post, nessuno ci pensa mai a proporre questi argomenti. E la penso come te sul discorso piatti tipici, ok il tradizionale ma faccio volentieri a meno degli insetti.
    La poutine ricordo di averla scoperta intervistando una ragazza canadese sul blog! In effetti la francesinha fa impressione anche a me immaginandone la consistenza molliccia. Brrr.
    Se dovessi pensare a qualcosa che non sono riuscita a finire direi subito lo zurek in Polonia. Acidissimo.

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  6. Il coccodrillo a me non è dispiaciuto. E con lui il cudù, lo gnù e vari tipi di gazzelle, compresa la carne secca da succhiare durante i lunghi viaggi… Ma insetti? Neanche una formichina? Io ho superato la barriera con una cavalletta. Neanche troppo male…

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  7. Ciao! Allora premesso che gli altri non li ho assaggiati, peró ls francesinha a me è piaciuta molto! Sono d’accordo sulla pesantezza infatti non sono riuscita a finirl,… e poi le patatine a noi le avevano portare a parte!

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  8. Uno dei piatti più orribili che abbia mai mangiato fu tanto tempo fa, a Londra, in un pessimo locale Italiano in cui ci servirono degli spaghetti stile “colla da tappezzeria” conditi con salsa checkup… Anche io, sono solita a cercare e richiedere sempre e solo piatti locali; ma bisogna andare nei posti giusti altrimenti c’è il rischio, come qui da noi, che ti proponino il classico “menù turistico” che di locale e tipico non ha nemmeno il nome!
    Brava per aver reso bene l’idea di cosa ti sia capitato sotto i denti… pativo insieme a te!

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