Cosa portare su un’isola deserta: #desertislandrecords

Cosa portare su un’isola deserta? Alzi la mano chi non ha mai fantasticato su questo argomento almeno una volta. Le classiche chiacchiere da bar: cosa faresti se vincessi la lotteria, dove andresti se non avessi vincoli di tempo e budget, cosa o chi porteresti su un’isola deserta. Quante volte vi è capitato di fantasticare su viaggi da sogno che vorreste fare da una vita? A me praticamente ogni giorno. Sarò sincera, l’isola deserta non è in cima alle mie preferenze di viaggio, certo non sono una che ama molto i posti affollati, ma in completa solitudine non saprei starci. Questa volta parliamo di musica, dato che sono stata invitata a partecipare ad un gioco simpatico. Quali album portare su un’isola deserta?

WhereAreAle&Vale hanno avuto un’idea molto simpatica. Tra tutte le cose da portare su un’isola deserta, hanno pensato proprio alla musica, elemento essenziale nella vita di molte persone, compresa quella della sottoscritta. Se dovessi pensare a cosa portare su un’isola deserta mi verrebbero subito in mente libri, musica e birre (e forse anche la piastra per i capelli, ma dato che non mi vedrebbe nessuno la potrei pure lasciare a casa). Certo però se devo anche decidere, nello specifico, quali libri, album o birre portare, ecco che la faccenda si complica. #desertislandrecord, il tag ideato da Ale e Vale, riguarda però solo la musica e mi costringere a scegliere 5, e dico, solo 5 album che vorrei portare su un’isola deserta. Non valgono compilation o best of, e questa è già una fregatura in partenza. Grazie a Lemuri in viaggio che mi hanno nominata, mettendomi con le spalle al muro, e proviamo a stilare un elenco (che non è assolutamente una classifica).

COSA PORTARE SU UN’ISOLA DESERTA

#DESERTISLANDRECORDS

THE WALL – PINK FLOYD. E qui vi frego subito perché sono due album in uno, tiè! Scherzi a parte, se devo pensare a cosa portare su un’isola deserta al primo posto, indipendentemente che si parli di musica o altro, porterei The Wall, capolavoro assoluto dei Pink Floyd. Chi mi conosce sa che avrei scelto solo album dei Pink Floyd per questa lista, ma non voglio annoiarvi e quindi penserò anche a qualcos’altro. Non è che The Wall sia il mio album preferito, se parliamo di Pink Floyd non esiste un album migliore di altri, esistono solo lavori diversi (Barrett VS Gilmour VS Waters), tutti pazzeschi. E poi, un piccolo pezzo di The Wall è tatuato sulla mia schiena, quindi proprio non lo posso lasciare a casa questo album (che infatti è sempre nelle mie playlist da viaggio).

isola deserta cosa portare
The Wall – Pink Floyd (foto di Vinylmeister, Wikipedia Commons)
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Led Zeppelin (Foto di Vipas74, Wikipedia Commons)

LED ZEPPELIN IV – LED ZEPPELIN. Eh vabbè, serve forse aggiungere altro? Basta dire Stairway to heaven e direi che ci siamo capiti. Potrei ascoltare quella canzone infinite volte e ne rimarrei comunque sempre estasiata. Questo album è stata la mia prima introduzione alla musica rock, avevo 15 anni e qusto CD me lo regalò un ammiratore dell’epoca, un grand’uomo che ricordo ancora con molto affetto (oltre al rock, mi inizializzò anche all’autostop…beata gioventù). Comunque, qualsiasi destinazione scelga, nel bagaglio ho sempre e comunque il mio Led Zeppelin IV, che porterei quindi anche su un’isola deserta.

BLOOD SUGAR SEX MAGIK –RED HOT CHILI PEPPERS. Qui torniamo proprio ad una vita fa. I Red Hot sono stati il primo, vero gruppo di cui io sia stata fan. E con fan intendo proprio da mettersi a piangere vedendoli anche solo in televisione (mai visti dal vivo, purtroppo). Avevo i loro poster appesi in camera e mia madre non ne era propriamente entusiasta dato l’aspetto poco rassicurante di John Frusciante. Ad ogni modo, Blood Sugar è l’album che preferisco perché ancora carico di quelle radici funky che erano all’origine del gruppo. Dopo By the way mi sono fermata e non ho più seguito il gruppo, perché ormai fortemente cambiato, ma sull’isola deserta Blood Sugar verrebbe con me.

BALLATE PER PICCOLE IENE – AFTERHOURS. No, non potrei sopravvivere su un’isola deserta senza l’album degli Afterhours che preferisco. I cultori del genere staranno già arricciando il naso, perché i lavori migliori sono normalmente considerati i primi, tipo Hai paura del buio o Non è per sempre. Eppure, per me, l’album più bello è proprio questo. Gli Afterhours, o almeno gli Aftehours dei primi anni, sono il classico gruppo da adolescente incacchiato col mondo, io invece li ho scoperti tardi, che già ero all’università e con il mondo cominciavo a farci la pace. Li ho visti live un miliardo di volte e una decina d’anni fa trovai pure il coraggio di chiedere a Manuel Agnelli, che si stava beatamente facendo gli affari suoi seduto al tavolo di un bar, di fare una foto. Il risultato fu uno scatto imbarazzante, ma non importa, lo conservo ancora con orgoglio.

CATARTICA – MARLENE KUNTZ. Questo, ve lo dico, è stato l’album più difficile da scegliere. Se i primi quattro sono andati lisci come l’olio, nel senso che se parliamo di cosa portare su un’isola deserta non ho avuto dubbi, questo quinto ed ultimo posto mi ha fatto pensare. Ovviamente perché ne avevo altri 30 tra cui scegliere. Giusto per dire, se la sono giocata Velvet Undreground & Nico, Closer dei Joy Division e Catartica. Hanno vinto i Marlene perché ho scelto l’affetto verso un periodo della mia vita spensierato, seppur un poco arrabbiato (il famoso adolescente incacchiato, per capirsi). I Marlene (scoperti dopo aver visto Jack Frusciante è uscito dal gruppo) mi ricordano gli amici, i miliardi di concerti, i miei 16 anni. Cosa portare su un’isola deserta? I Marlene devono venire con me, punto.

La mia lista dei 5 album da portare su un’isola deserta finisce qui. Voi invece cosa scegliereste? Il gioco prevede di taggare altri blogger, ma io preferisco la libera scelta, chi vuole può partecipare taggando l’ideatore!

5 pensieri riguardo “Cosa portare su un’isola deserta: #desertislandrecords

  1. Una playlist di album molto rockettara, mi piace!
    Io, invece, mi porterei questi: “Smash” degli Offspring, “Nevermind” dei Nirvana, “Microchip emozionale” dei Subsonica, “Museica” di Caparezza e “Canzoni a manovella” di Vinicio Capossela.

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  2. Che scelte, mamma mia! I mostri sacri! The Wall e Led Zeppelin IV, capolavori assoluti! Mi piacciono moltissimo le tue scelte e soprattutto le motivazioni che le accompagnano. Grazie per avermi fatto entrare un po’ di più nel tuo mondo…E per aver partecipato 😉🤗 Ciao, buona domenica!

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  3. Grandissima Daniela, tutte scelte bellissime ! (Pure quelle lasciate fuori!) Nei poster tua mamma era inquietata da Frusciante ? Non che Flea o Kiedlis siano poi così rassicuranti 😉
    Anche per noi gli After sarebbero dovuti entrare di diritto nella top5 , ma dopo scontri fra Lemuri e schianti di latte abbiamo optato per i Marlene , avessimo fatto 5 a coppia, ci sarebbero stati anche loro. (Li abbiamo pure menzionati in alcuni articoli di tempo fa)
    Riusciremo mai a vedere la foto imbarazzante con Agnelli ? 😛

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