Consigli di viaggio

Viaggiare negli anni 90. I miei ricordi.

L’ispirazione per questo articolo mi è venuta qualche giorno fa quando, a casa dei miei genitori, riguardavo alcune vecchie foto di viaggi fatti durante l’infanzia. La nostalgia per certi aspetti è tanta. Viaggiare negli anni 90 era davvero molto diverso. Sembra passato un secolo. Eppure le famiglie italiane si muovevano anche allora, forse affrontando distanze meno impegnative ma con una voglia di avventura che forse oggi non ha paragoni (forse perché, a dirla tutta, si partiva molto, ma molto meno organizzati). Com’era viaggiare negli anni 90? Voi ve lo ricordate?

Io me lo ricordo benissimo. Ricordo l’auto di mio padre caricata all’inverosimile ed estenuanti code in autostrada. Ricordo borsoni dai colori più improbabili, quasi tutti avuti in omaggio con la raccolta punti del supermercato, che dovevo condividere con mia sorella e portare rigorosamente a mano. Ricordo mappe stradali cartacee e walk-man. Ricordo entusiasmanti pranzi al self-service in Autogrill.

Viaggiare negli anni 90 era completamente diverso, ma non per questo meno interessante e divertente!

L’aereo, questo sconosciuto. Oggi sembra fantascienza, ma viaggiare negli anni 90 significava quasi sempre spostarsi in automobile o in treno. Ve lo ricordate quando i biglietti aerei costavano una follia, non esistevano né internet né compagnie low cost e toccava sempre andare in agenzia di viaggi per prenotare? L’aereo era riservato ai viaggi intercontinentali, altrimenti si prendeva l’auto e si affrontavano distanze che oggi sarebbero improponibili. Io sono andata a Parigi in macchina due volte. Oggi costerebbe il triplo che non andarci in aereo!

Viaggiare negli anni 90
Negli anni 90 si viaggiava quasi solo in auto

Sua maestà, l’Autogrill. Alzi la mano chi non si è mai fermato a mangiare in Autogrill. Lo si fa anche adesso, per carità, ma negli anni 90 era proprio un must. I miei genitori hanno un’intera collezione di piatti che vendevano al Cantagallo (leggi Autogrill Casalecchio di Reno). Il self service era il top, almeno per me che normalmente non avevo voce in capitolo sulla scelta del pasto. In Autogrill mi era concesso scegliere il piatto che più preferivo. Prendevo quasi sempre le lasagne.

Turista fai da te? No Alpitour?! Confessatelo, questa pubblicità l’avete vista tutti e ve la ricordate come se fosse ieri! Dalla coppia importunata dai mariachi suonatori, a quella inscatolata in un autobus di linea in un qualche paese magrebino non meglio identificato. Una risata ce la siamo fatta tutti, eppure, viaggiare negli anni 90, specie se all’estero, significava quasi sempre prenotare in un villaggio vacanze, con formula all inclusive o quasi, scegliendo il tutto da un patinato catalogo di agenzia.

A me è capitato due volte, nel 1995 a Palma di Maiorca e nel 1994 in Tunisia. Se la prima si rivelò un’esperienza piuttosto noiosa e deludente, la seconda la ricordo ancora come una delle esperienze di viaggio più divertenti e significative della mia vita.

Viaggiare negli anni 90
I grandi villaggi vacanze: un must degli anni 90

Villaggio vacanze si, ma con le porte sempre aperte. Ho scoperto medine, mercati e moschee. Ho imparato a contrattare (anche per la vendita di mia sorella maggiore) e scambiato i nostri borsoni omaggio del tour operator con dei bellissimi tappeti, scoprendo poi che quei borsoni sarebbero stati il primo, vero zaino di scuola per le 4 figlie del venditore ambulante (ci ringraziò con le lacrime agli occhi). I villaggi vacanze hanno rappresentato per molto tempo (e lo sono tutt’ora) la destinazione più sicura per le famiglie che negli anni 90 osavano oltrepassare in confini europei. Ringrazio sempre di aver avuto due genitori che sul pullmino pubblico mi ci hanno portato sul serio.

Le carte stradali. Ma voi lo stradario d’Italia cartaceo ce l’avevate? Quello che poi per ripiegarlo dovevi avere una laurea in ingegneria dei materiali? Noi ovviamente si, ed era l’unica forma di orientamento che conoscevamo. Viaggiare negli anni 90 e non perdersi almeno 4-5 volte per viaggio richiedeva una specializzazione in cartografia. Ho un flash a questo proposito, che ritorna ridondante ogni qualvolta mi trovo in una grande città che non conosco e sono in auto.

Corre l’anno 1996. Io e i miei genitori raggiungiamo la prima periferia di Parigi dopo un estenuante viaggio di oltre 1.200 km (estenuante non per la distanza, ma per una visita ai parenti piemontesi come tappa intermedia). L’obiettivo è quello di arrivare a casa dello zio senza ritrovarci a Calais a nostra insaputa. Mio padre alla guida, mia madre nel disperato tentativo di indirizzarlo guardando la cartina “Vai di qua, gira di là”. Destra e sinistra, queste sconosciute. Mio padre non vi dico la disperazione.

Comunque viaggiare negli anni 90 era anche, e soprattutto, questo. Orientarsi senza smartphone o navigatori ed arrivare comunque sani e salvi a destinazione.

Viaggiare negli anni 90
L’indispensabile mappa stradale pighevole

Gli anni del frigo portatile. Il mio era rosso con il manico bianco. Era grande ma alla fin fine non ci stava gran che, considerato lo spazio che serviva per il ghiaccio sintetico (che più di una volta servì anche come primo soccorso per contusioni o ferite di vario genere). Lo usavamo sia per le lunghe trasferte in auto da nord a sud, sia per il rifornimento durante le giornate in spiaggia.

Non potevi viaggiare negli anni 90 senza un frigorifero portatile. Anche perché le spiagge non sempre erano attrezzate con chioschi e ristoranti, come adesso. Frutta, yogurt, bibite, qualche panino e via. In altre parole, l’arte di arrangiarsi.

Lo stuoino. Ma voi ve lo ricordate lo stuoino da stendere sulla sabbia? Quello che se non mettevi l’asciugamano sopra ti ritrovavi con spalle e sedere marchiati a vita? Esistono ancora? Non faccio vacanze di mare da anni e mi farebbe piacere essere ragguagliata sull’argomento. Me li ricordo molto bene io, gli stuoini. Da bambina ero quasi sempre l’addetta al loro trasporto. Pesavano pochissimo ma bloccavano la visibilità, da qui le mie innumerevoli e rovinose cadute sugli scogli (e l’uso alternativo del ghiaccio sintetico).

Viaggiare negli anni 90
Lo stuoino: altro must anni 90 ma usato ancora oggi, penso.

Una vacanza e basta. Quanti di voi, negli anni 90, potevano concedersi il lusso di viaggiare anche per un solo weekend? A me francamente non è mai capitato, se non per andare da qualche parente disseminato per l’Italia. Ovviamente ospitati. 25 anni fa l’abitudine degli italiani era quella di concedersi un’unica vacanza l’anno, magari molto lunga, ma una e una soltanto. Quasi sempre in estate, tranne che per i fortunati che potevano concedersi anche la settimana bianca in inverno.

Se c’è una cosa che effettivamente è molto cambiata nelle nostre abitudini di viaggio è proprio la durata del soggiorno. Oggi si tende a preferire partenze veloci ma disseminate lungo l’arco dell’anno, complici anche i voli low cost che permettono fughe europee anche di pochi giorni. Impensabile, negli anni ’90, prendere un aereo per rimanere lontani da casa due soli giorni (se non per lavoro).

Il rullino. Viaggiare negli anni 90 significava dotarsi o di una macchinetta fotografica usa e getta, oppure comprare un rullino. 12, 24, 36. Queste erano le capienze possibili, se non ricordo male. Io già allora optavo per quello da 36 perché fotografare mi piaceva già da bambina. Ma voi ve lo immaginate, adesso, di poter fare al massimo 36 foto in un unico viaggio? Fantascienza.

E poi l’attesa per lo sviluppo. Il brivido di scattare una foto senza sapere come fosse venuta, per poi scoprire solo una volta tornati a casa che le teste erano mezze tagliate o l’inquadratura tutta sfocata. Successo migliaia di volte (forse perché, a dirla tutta, non ero poi così brava). La tecnologia, in questo senso, ha cambiato tutto. Probabilmente in meglio, ma un po’ di emozione l’abbiamo forse persa.

Viaggiare negli anni 90
Il mai abbastanza compianto rullino. 12,24 o 36 scatti

Saranno arrivati? Negli anni 90 la comunicazione, in tutte le sue forme possibili, era assai diversa rispetto ad ora, questo lo sanno tutti. Ed anche i viaggi, di conseguenza. Nessun cellulare con cui avvisare casa che eri arrivato, niente wazzupp per comunicare costantemente con amici e parenti (pensate a che grande rivoluzione è stata l’abolizione del roaming in Europa), niente mail. Si chiamava, forse, dall’albergo una volta arrivati. Se si affittava un appartamento magari non c’era manco il telefono, dunque la prima chiamata coincideva con la prima cabina telefonica a disposizione. E comunque nel corso di una vacanza le telefonate erano si è no 2-3.

Io negli anni 90 non ho praticamente mai viaggiato da sola (in quella decade ho avuto rispettivamente dai 6 ai 15 anni), ma alle scuole medie andai in campeggio senza i miei genitori e ricordo che li chiamai dal telefono pubblico del piccolo paese montano dove stavo si e no 3 volte in 15 giorni. Oggi che di anni ne ho 33, quando sono in viaggio scrivo a mia madre tutti i giorni!

Questo mio piccolo percorso amarcord finisce qui. Voi ce li avete altri aneddoti da raccontarmi sui vostri entusiasmanti viaggi fatti negli anni 90? Me li raccontate in un commento?

48 thoughts on “Viaggiare negli anni 90. I miei ricordi.

  1. Quanto mi piace questo post.
    I miei viaggi anni ’90 e primi anni 2000 sono stati per me una rivoluzione pura: no telefono, no internet, telefonate dalle cabine e arrivi in ostello con la speranza che ci fosse posto. Che meraviglia!

  2. Oddio, mi è scesa una lacrimuccia! Io sono nata nel 1991, ma sin da piccolina ho fatto dei viaggi in Italia e all’estero soprattutto con mia nonna e con mio padre. Ricordo la macchina di mia nonna super carica, la borsa frigo, le sedie per il mare, la sdraio, gli appartamenti affittati dove portavamo anche il suo gatto, che ricordi meravigliosi! Abbiamo fatto una vacanza insieme ogni estate dal mio primo anno di vita fino al mio tredicesimo, meraviglia! Che nostalgia <3

  3. Oh mamma!!!! Negli anni 90 avevo già una figlia e prima raramente viaggiavamo. Hai ragione quando dici che si viaggiava sempre in macchina anche per le lunghe distanze. Mi ricordo quando sono andata nella ex Jugoslavia e a Vienna per un capodanno. Non si arrivava mai dal profondo sud. Grazie per questi ricordi che custodisco gelosamente nel mio cuore.

  4. Mi hai fatto ricordare una serie di emozioni dimenticate. Pensa che “da grande” ho odiato per anni i viaggi in auto memore delle vacanze sulla Renault 5 senza aria condizionata! Io poi ho ancora imparato a guidare senza navigatore, con la cartina aperta sul sedile passeggero. A 14 anni avevo investito tutti i miei risparmi in una macchina fotografica reflex e metà dei miei bagagli erano rullini e attrezzature, ma la batteria della fotocamera non finiva MAI perché era quasi tutto manuale. E poi le vacanze sempre nello stesso posto (i miei genitori erano super abitudinari) Tirrenia sul Mar Tirreno o Igea Marina sull’Adriatico, vacanze che mi hanno insegnato ad odiare profondamente la vita da spiaggia, ma non gli stuoini, quelli mi piacciono tanto 🙂

  5. Post bellissimo!!! Negli anni 90 ero piccola e non ricordo molto dei viaggi…ma ricordo la mappa cartacea e i miei che guidavano per andare in montagna…io che uso maps anche per fare 10 km, mi chiedo sempre come si facesse una volta 🙂

  6. Sono nata esattamente a metà degli anni 90, ma mia mamma mi ha sempre portato ovunque. Sono stata fortunata in quanto mamma è assistente di volo, e quindi il mio primo viaggio l’ho fatto all’età di 6 mesi prendendo un aereo per andare in Sardegna. Ma il fatto di essere figli di un’assistente di volo è stato il motivo per cui la mia famiglia ha sempre preferito i viaggi in auto. Mi ricordo che per andare in vacanza partivamo alle 2 di notte in modo da non trovare traffico, e noi no, l’autogrill non lo abbiamo mai preso in considerazione per i pasti: avevamo sempre la borsa frigo piena di panini (o pasta fredda se estate) e succhi di frutta. La borsa di mamma era una dispensa tra crackers, succhi, biscottini e acqua… E mi ricordo che a differenza dei bambini di adesso che, nonostante il mal d’auto di cui ho sempre sofferto, nessuno poteva portarmi via la compagnia del mio bel libro, che leggevo anche mentre camminavamo per le vie delle città!

  7. Ciao Daniela 🙂
    Quando ero piccola, nel 1993, i miei genitori sono partiti da casa verso la Scozia in auto (con me di un anno sul seggiolino). L’anno dopo siamo stati in Norvegia e in Danimarca, sempre in auto. Viaggi lunghissimi e la macchina, come dici tu, caricata all’inverosimile. Incastrato da qualche parte, tra i borsoni vinti con i punti, il mini frigo per il latte o altri prodotti freschi e medicine. Un pellegrinaggio. Però era bello così: con mia mamma che faceva da navigatore e io e mio fratello che dovevamo ascoltare le canzoni che voleva mio padre, perché sono passati anni prima che arrivasse il primo walk-man (e comunque le pile erano sempre scariche). Potrei continuare all’infinito, quante cose mi hai fatto ricordare 🙂
    Davvero bello questo post 🙂

  8. Hai scritto un posto simpaticissimo e veramente dolce. Ho sorriso tra me e me quando ho letto di sua maestà l’Autogrill 🙂 Beh, ti riporto ancora più indietro nel tempo (io, di anni, ne ho 39), quando si mangiava al Ciao. Forse ci si mangia anche adesso? Boh… Ad ogni modo, era diverso. I rullini: che nostalgia? Quanto si apprezzavano di più le foto. Oggi cancelli, modifichi, abbellisci, togli e metti. E le stuoie? Aggiungerei anche gli zoccoli di legno, di quelli che si trascinavano sull’asfalto direzione spiaggia. Ah! E la macchina senza aria condizionata e quindi con tutti i finestrini aperti!

  9. Quanti ricordi! L’autogrill, il frigo portatile, la stuoia da spiaggia che viaggiava insieme al canotto e all’ombrellone da piantare nella sabbia.
    In effetti anche noi a quei tempi più che fare weekend fuori facevamo quasi un mese ad agosto: bei tempi 😃

  10. Bellissimo post! Lo stradario… per causa sua ho iniziato ad utilizzare il navigatore solo 3 mesi fa! Non volevo tradirlo! E i rullini… ogni volta dovevo selezionare cosa fotografare perché sviluppare le foto costava. Ed è vero, c’era sempre il brivido dell’attesa prima dello sviluppo!

  11. No ma questo post è stupendo!! Le soste pranzo al mitico Cantagallo (lo conosco bene anche io!), i borsoni della raccolta punti, l’attesa estenuante delle foto, lo stuoino… quanta nostalgia!! Che bel tuffo nei ricordi più belli <3

  12. che bei ricordi!!! ho passato tutte le fasi che descrivi nel tuo post… proprio da quei viaggi con i miei e mio fratello sono nata io come viaggiatrice… erano davvero altri tempi… ma che belli!!

  13. Mamma mia che tuffo nel passato! Io nel 1996, ancora minorenne, ho fatto un inter rail in giro per l’Europa con tre amici (uno dei quali è diventato mio marito) per un mese: senza bancomat, solo contanti e travellers cheque e per sentire casa solo chiamate dalle cabine pubbliche a carico del destinatario! Per mangiare avevamo negli zaini una dispensa a base di scatolette di tonno e Spuntì, altro che Autogrill!!!!

  14. Carina!ti leggo sempre e mi piace un sacco il tuo blog! 🙂 . .ma sai che i miei primi viaggi nei villaggi sono stati simili ai tuoi?! 1994 Minorca e 1995 Djerba…miniclub e ricchi buffet..che bei ricordi!Prima di questi però, gran viaggi in macchina, il primo di cui ho vaghi ricordi nell’88, credo, in Calabria, con bagagliaio stra carico e cuccetta creata nei sedili dietro per farmi dormire! Adesso senza seggiolino sarebbe impensabile! Continua così carina!!attendo il tuo prossimo post revival 😚

  15. Bhe a proposito del tema cartine geografiche e navigatori reali (ossia persone vere decifrando una mappa) aggiungerei anche che si usava una cosa ormai dimenticata: tirar giù il finestrino e chiedere alla gente!! Poi era meraviglioso viaggiare da bambini sdraiati nel sedile dietro..non come adesso sti poveri bambini legati come salami a sti seggiolini (ho ancora dei dubbi quanto sia sicurezza e quanto marketing).
    Io poi nel 95 a 17 anni sono andata un estate a Londra senza cellulare e senza nessun recapito dove i miei potessero chiamarmi! E chiamavo io dalla cabina quando capitava! Oggi??? Ma che film hai visto: impensabile!

  16. Quanti ricordi e quante emozioni grazie a questo post. Io da bambina non ho viaggiato molto a dire il vero, ma le macchine fotografiche con i rullini e le cartine stradali me le ricordo bene. Anche quel continuo pensiero: saranno arrivati oppure no?, lo ricordo di quando ci perdemmo in austria e arrivammo a destinazione con circa 5 ore di ritardo! Devo ammettere però che tutt’oggi una delle cose a cui non posso rinunciare quando viaggio, è proprio la mappa cartacea ,sia stradale (per gli on the road) che cartacea! 😉

  17. Devo farti un appunto. I borsoni erano della raccolta punti della benzina 😎 quanti ricordi con questo tuo post! Era proprio un altro viaggiare… In auto, carichi come se ci si trasferisce in Australia, code chilometriche in autostrada, traghetti, musicassette con 12 canzoni l’una, le mappe che aprendolo diventavano enormi.. Dolci ricordi che rimarranno indelebili nei nostri cuori, anche se ora infiliamo la nostra vita in un bagaglio a mano e con la metálico del tempo di viaggio arriviamo in America! 🤣

  18. Quante emozioni in queste righe!
    Emozioni di mamma in viaggio con due cucciole anni ’90!
    Potrei raccontarvi di viaggi fatti ancor prima (infanzia paleolitica la mia😂) ma con le identiche emozioni, gli stessi identici ricordi ma ancor oggi vivi e bellissimi!
    Grazie 😉

  19. Daniela mi hai fatto fare un tuffo nei ricordi!! Anche io come te negli anni 90 potevamo concederci una vacanza all’anno. Il rituale era andare fino in Puglia con i miei genitori e la mia sorellina, ci si preparava giorni prima perché il nostro era un soggiorno in campeggio che durava 15 gg. Partivamo con la roulotte da Verona fino al Gargano carichi come muli perché i miei genitori appassionati da sempre di sport si portavano tutta l’attrezzatura per il windsurf. Che bei tempi.. e che emozionante il viaggio …km su km, non vedevo l’ora di arrivare!

  20. Era davvero così i quegli anni, ma anche prima… è adesso che tutto corre e i cambiamenti sono veloci e continui. Io ricordo con affetto l’emozione di quando ritiravi le foto dal fotografo. Oggi non vivrei senza smartphone… e di certo non mi manca la ricerca della cabina telefonica in mezzo al nulla per chiamare casa una volta a settimana….ma vuoi mettere l’essere lontano da tutto è da tutti e nessuno ma proprio nessuno può intromettersi!

  21. Mi rivedo molto nell’attesa dello sviluppo delle foto …che ansia tutte le volte! Io negli anni 90 ho cominciato a fare le vacanze prima con le amiche e poi col moroso e futuro marito. Ricordo che facevo da navigatore con la cartina in mano…con amici siamo andati a Barcellona e Madrid, ma anche a Vienna…sempre rigorosamente in auto. Il primo aereo lo presi a 25 anni compiuti …nel 2000…quel bestione d’acciaio mi intimoriva molto!

  22. beh ti posso dire che anche adesso quando i miei partono per la sardegna (ho i nonni sardi) la condizione della macchina è quella degli anni 90 X°D carica all’inverosimile, borse frigo varie per i viveri della traversata in traghetto. Lo stile da allora non è affatto cambiato. Mia mamma ancora adesso ogni tanto lo stradario lo tira fuori, dice sempre che quando la tecnologia non funziona non c’è cosa migliore di saper leggere una cartina ahah

  23. Ciao Daniela 😊
    Questo articolo ci è piaciuto talmente tanto che lo abbiamo riletto già due volte!
    Pur essendo una bambina, ricordo lo srotolamento della mega mappa delle austrostrade della mamma e le urla di papà che non vedeva più gli specchietti.
    Un sipario che all’epoca mi faceva mettere il muso ma che, in questo momento, mi fa sorridere tantissimo.
    Ricordo anche i set fotografici di papà che, preso dal brividino di paura dello scatto perfetto, scattava troppe volte la stessa foto… causando dolori alla mascella per i sorrisi prolungati! 😂
    Presi da quella nostalgia, nel 2010, abbiamo rifatto un viaggio on the road fino a Parigi.
    Non è stata più la stessa cosa ma ricordare è stato bellissimo.

  24. vagonate di ricordi! con i miei ho girato l’Europa in camper con cane al seguito. Non conoscevano una parola di inglese, francese o altro ma si sono sempre fatti capire. Ho imparato ad amare le lingue proprio perché ho capito presto la frustrazione di non potersi spiegare in un altro paese. Ho giocato per anni con bambini di ogni nazionalità, ciascuno con le proprie barbie che parlavano la propria lingua, ma si capivano, non so come!

  25. Aaaah ma che bello questo post! Davvero una bella idea 🙂 Io ero piccolina negli Anni ’90, ma gran parte delle cose di cui parli me le ricordo benissimo! La macchina stracarica, le fermate all’Autogrill, le mappe, le cassette a rotazione (un po’ Renato Zero e Zucchero, un po’ Britney Spears e Ligabue per accontentare tutti!)…che (bella) nostalgia! Io però lo stuoino non lo usavo…e se c’è una cosa che non mi manca per niente è il rullino delle macchine fotografiche! Molto meglio le digitali, per una drogata di fotografie come me 🙂

  26. I miei viaggi negli anni ’90 erano semplicemente i 15 giorni di vacanza in Sardegna con i miei: macchina carica di bagagli fin sopra il tettuccio (ti avrei fatto vedere che catafalchi che venivano montati!) e via in Sardegna rigorosamente via nave! Mio padre con la vecchia pesantissima telecamera pronto a immortalare le gite per nuraghe e spiagge, io e mia sorella a fare il bagno e poi tutte le sere a vedere gli spettacolini dell’animazione al Residence. Ricordo la finale di Italia 90 vista in nave, una partita di USA 94 ascoltata alla radiolina in attesa di imbarcarci e la finale di USA 94 sulla terrazza del Residence. Che bei tempi!

  27. Mi ricordo benissimo i viaggi in auto con i miei: quelli di notte, per farci dormire così da non arrivare stanchi a destinazioni, con i borsoni tra i sedili per fare un letto mentre dormivo testa/piedi con mia sorella….I cornetti all’autogrill, la conta dei colori delle auto per far passare il tempo…SEMBRA UNA VITA FA!!

  28. le cassette nel’autoradio, sempre le stesse due o tre che duravano all’infinito e poi il nastro si inceppava… un disastro! La sosta in autogrill era un must… io però nel 1999 sono volta in America per studiare e ricordo le prime mail inviate a casa al posto delle telefonate che costavano un patrimonio… Bellissimo post e se riesco mi sa che partecipo a questa bella iniziativa!

  29. Negli anni ’90 iniziavo a viaggiare senza genitori (in realtà il mio primo viaggio con gli amici risale al 1985, ma non volevo sembrare così passatella…) Nel 1991 con la mia gloriosa 2 cavalli charleston grigia e nera espatriavo in Francia, poi in Spagna e infine fino in Portogallo, in una gloriosa estate accompagnata da una fedelissima e pazientissima amica. Anni mitici, ma anche ora non è poi così male…

  30. Anche se negli anni ’90 di viaggi non ne ho fatti molti molte delle cose che hai descritto le ricordo molto bene!
    Come hai detto tu, di vacanze allora se ne faceva una l’anno e la mia era fissa a Gabicce. Le mappe dopo il primo anno non servivano più. Di rullini da 36 mia mamma in borsa se ne portava almeno 3 o 4 tanto era fissata a fotografarmi in ogni angolazione possibile e poi, arrivati a casa, si sviluppavano e si raccoglievano in un album. Li conserva ancora tutti anche se qualcuno io preferirei andasse perso 😉
    Ricordo anche il rito della chiamata dalla cabina telefonica con la quale rassicuravamo mia nonna di essere arrivati sani e salvi e sì di non morire di fame. Non so se tornerei del tutto indietro a quei tempi ma alcune cose in effetti mi mancano come la libertà di non essere sempre raggiungibile al telefono o l’aspettativa che si creava nell’aspettare di vedere le foto fatte o le cartoline ricevute dagli amici.

  31. Una cosa che proprio non mi manca è la macchina fotografica con il rullino o, peggio, la macchina fotografica usa e getta!
    In seconda media tornando da una gita scolastica ad Assisi ci siamo fermati a Cortona, la città natale di Jovanotti,per far visita ad un monastero (scuola cattolica😂). La mia prof di Inglese sapeva quale era la casa di Jovanotti e ci siamo messi a cantare “Affacciati alla finestra amore mio”…e lui è sceso per fare foto e autografi! Io avevo una usa e getta che mi aveva regalato mia mamma… inutile dire che di 10 foto che avrò fatto non ne è venuta bene nemmeno una😂

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