Come (non) viaggiare gratis con un blog

Come fare per viaggiare gratis con un blog? Ok, se ti stai ponendo questa domanda vuol dire che stai già sbagliando qualcosa in partenza. Sono quasi certa però che moltissimi tra di voi se lo siano chiesto almeno una volta (magari interpellando anche sua maestà Google per avere una risposta). Vi dirò la verità, io pure me lo sono chiesta qualche volta, agli albori della mia “carriera” di blogger, pensando ingenuamente che il blog avrebbe potuto darmi qualche beneficio in più per i miei viaggi futuri. Poi ho aperto gli occhi ed ho, molto semplicemente, smesso di pormi questa domanda.

L’evoluzione delle comunicazioni di massa ed il proliferare incontrollato (o super controllato, a seconda del versante da cui si ragiona) dei social network ci hanno abituato all’idea che basti aver un blog o un bel profilo Instagram per ottenere qualcosa gratuitamente, che sia un prodotto per capelli, una tisana dimagrante o una cena. Sono quasi certa che alcuni blogger abbiano pensato di aprire il loro piccolo spazio virtuale proprio con l’unico obbiettivo di viaggiare gratis, o quasi. Un ragionamento che non potrebbe essere più sbagliato. In questo post non vi spiegherò come viaggiare gratis con un blog, mi dispiace. In primo luogo perché non lo so. Secondariamente perché trovo che sia un concetto non corretto per sua stessa definizione.

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Per viaggiare sponsorizzati serve un blog solido e i numeri sono importani

Semmai posso provare a raccontarvi quanto è facile avere un blog e continuare a pagarsi in tutto e per tutto i propri viaggi! Su questo sono una vera esperta!

ATTENZIONE. Questo non è uno di quegli articoli in cui viene spiegato cosa fare per ottenere un qualsivoglia obiettivo. Io non sono una super esperta di blogging e di strategie ad esso correlate. Questo post vuole essere una riflessione dopo un anno e mezzo di attività in questo mondo. Un mondo che a prima vista sembra bellissimo, un mondo in cui tutti ottengono tutto con facilità. In questo lasso di tempo ho avuto modo di capire tante cose, che ora vorrei provare a raccontarvi.

Anche perché, e lo sottolineo, i miei viaggi io li ho sempre pagati dal primo all’ultimo centesimo (o birra, se preferite…).

Come (non) viaggiare gratis con un blog.

Cominciamo dalle fondamenta. Il concetto che basti avere un blog per viaggiare senza spendere un soldo è sbagliato in partenza proprio per il suo significato intrinseco. Un blogger non viaggia gratis. Un blogger fornisce un servizio professionale la cui retribuzione è data (in parte o totalmente) dall’utilizzo del prodotto/servizio di cui poi andrà a raccontare. Il concetto mi sembra talmente semplice che non capisco come sia possibile confondersi.

Chi ha un blog da un po’ di tempo sa benissimo di cosa sto parlando, probabilmente anche molto meglio della sottoscritta. Le strutture o gli enti turistici che decidono di affidarsi ad un blogger per la loro promozione sanno perfettamente a chi potersi rivolgere e cosa chiedere in cambio. Il lavoro che c’è dietro ad una collaborazione del genere è enorme e richiede competenze che non tutti i blogger hanno, quantomeno non all’inizio della loro carriera (alcuni, bisogna essere sinceri, questo obiettivo non lo raggiungono mai). Ho visto “blogger” con esperienza di meno di due mesi chiedere informazioni per ottenere collaborazioni.

Ognuno ha il diritto di tentare, per carità, ma se stai pensando di aprire un blog con l’unico scopo di viaggiare gratis, allora dovresti prima fermarti un attimo e riflettere almeno un paio di minuti su alcune questioni.

  1. Avere un blog non è sufficiente per sperare di viaggiare gratis o quasi. Fosse così semplice nessuno pagherebbe più un solo biglietto aereo.

  2. Occorre avere un progetto professionale, sia per il blog stesso che per i viaggi che intendi fare in futuro, se speri di avviare collaborazioni con strutture od enti del turismo. Questo significa anche che

  3. Il tuo blog deve poter vantare una certa solidità, sia in termini di stabilità nel tempo (tantissimi blog non arrivano al primo compleanno) che di numeri. Sì, hai letto bene. Numeri.

  4. Non esiste un numero minimo di visualizzazioni mensili oltre le quali sarai certo di ottenere una qualche sponsorizzazione. Dipende dal tipo di blog e dalla nicchia che vuoi costruirti. Dipende anche da ciò che intendi chiedere in cambio della tua collaborazione (un ingresso omaggio? Un pernottamento? Una retribuzione?). 10.000? 20.000? Anche 50.000 visualizzazioni mensili potrebbero non essere sufficienti per collaborare con determinate strutture od enti. Alcuni di questi, molto semplicemente, potrebbero non essere interessati a lavorare con i blogger.

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    I numeri spesso vengono richiesti anche sui social network, non solo sul blog

  5. I numeri riguardano anche i social network. Su questo si potrebbe scrivere un trattato di 12 volumi, volendo, perché tra BOT, acquisto di follower e strategie di engagment di vario genere è diventato ormai difficile capire chi ottiene successo per bravura o per altro. La verità nuda e cruda, però, è che alcune aziende (non tutte ma molte) chiederanno un certo numero di follower anche sui social.

  6. I numeri non si raggiungono in due settimane. In molti casi non si raggiungono mai, sappilo. I blogger di successo sono diventati tali per l’impegno, il tempo, lo studio (e sì, anche qualche soldo) che hanno investito nel loro progetto. Ci vogliono anni per raggiungere tali obiettivi e tanto, tanto impegno.

  7. Bisogna quindi possedere competenze. Competenze che tracciano il confine tra un blogger qualsiasi (che quindi mai potrà viaggiare sponsorizzato) ed il blogger professionista, che con tanto impegno e dedizione si è guadagnato il privilegio di poter stringere collaborazioni. Competenze che riguardano gli ambiti più disparati, dalla scrittura (perché sì, avere un blog e diventare professionisti implica non solo saper scrivere, ma saper scrivere bene), alla SEO, alla conoscenza dei più importanti strumenti digitali, al marketing, al funzionamento dei social media (e non ho manco usato paroloni, dato che non li conosco!)

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    Le competenze sono indispensabili per sperare di ottenere qualche collaborazione

  8. Bisogna sapersi proporre. Non basta avere un blog per poter soggiornare gratis in un hotel. Non è che mandi una mail con qualche dato e gli hotel ti rispondo “certo, ti aspettiamo pure a braccia aperte”. Hai una minima idea di quante richieste simili ricevano le strutture turistiche, in una sola giornata? Occorre pensare ad un progetto preciso di valorizzazione del territorio, proponendo di presentarlo in un certo modo per un certo pubblico. È marketing. Stop. Se vuoi andare in vacanza in Australia perché ti va ed hai un blog, all’hotel di Sydney in cui vorresti soggiornare potrebbe non fregare assolutamente nulla. Devi proporti in modo tale che per quell’hotel l’averti come ospite diventi un’opportunità.

  1. Come si fa? Io non ho una soluzione magica da suggerirti. Anche perché quello che può andare bene per il mio blog potrebbe non essere altrettanto efficace per il tuo. Non esiste una formula universale che permette a chiunque abbia un blog di viaggiare gratis. Il lavoro che c’è dietro è tanto e molto, molto soggettivo

  2. Per questo penso che sia fondamentale rimanere con i piedi ben piantati per terra. Non sto dicendo che con il tuo blog non concluderai mai nulla, ma se stai pensando di aprirne uno solo e soltanto perché speri di viaggiare gratis allora forse è meglio che non cominci neppure. Pensa prima a ciò che vuoi raccontare ed a un modo originale per farlo. Trova la tua strada e scopri in quale nicchia inseriti (ci vuole tempo eh, io ancora non ci sono riuscita). Fai tutto questo con impegno e passione perché se il risultato ti convince vedrai che prima o poi piacerà anche a qualcun altro!