Spagna

Curiosità su Barcellona: 10 cose che forse non sapete

Di Barcellona è stato scritto tutto e di più. Del capoluogo catalano ormai conosciamo praticamente ogni aspetto: le meraviglie architettoniche, la proverbiale movida notturna, le spiagge, i piatti tipici della tradizione e persino i locali migliori dove provarli. Eppure, secondo me, qualche piccolo dettaglio che resta sconosciuto ai più esiste ancora. Ecco perché questa volta voglio raccontarvi alcune curiosità su Barcellona che forse ancora conoscete. Per rendere la vostra visita ancora più divertente!

Curiosità su Barcellona: 10 cose che forse ancora non conoscete.

Il catalano.

Che la lingua ufficiale di Barcellona (così come per tutta la regione della Catalogna) sia il catalano molto probabilmente lo sapevate già. Una cosa che però forse non sapete, e che secondo me rappresenta un’autentica curiosità su Barcellona, è il suo impiego nella scuola. Tutti gli insegnamenti nelle scuole pubbliche di Barcellona sono in catalano, il castigliano è equiparato alla stessa stregua di una lingua straniera. Non a caso, a partire dalla prima elementare e per tutto il ciclo scolastico fino alla maturità, sono previste un paio di ore di castigliano la settimana. Gli insegnanti hanno facoltà, se lo vogliono, di parlare in castigliano durante le loro lezioni.

Anche le lezioni universitarie sono in catalano. Anche in questo caso i docenti possono, volendo, parlare in castigliano, ma la lingua ufficiale resta il catalano.

La sola alternativa ad un’istruzione interamente in lingua catalana sono le scuole private. In questo caso gli insegnamenti sono in castigliano, oppure in altre lingue quando si tratta di scuole private straniere. Il catalano è inoltre la lingua utilizzata per tutte le comunicazioni di carattere pubblico.

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Il catalano è l’unica lingua ufficiale nelle scuole pubbliche di Barcellona

La comunità italiana.

Un’altra curiosità su Barcellona che forse non tutti conoscono riguarda la comunità di italiani presenti in città. Sapete quanti connazionali risiedono attualmente nel capoluogo catalano? Oltre 26.000 (parliamo di persone che hanno residenza ufficiale). Pensate che si tratta della comunità straniera più folta presente in città. Gli italiani battono di gran lunga i sudamericani. Ma cosa fanno tutti questi italiani a Barcellona?

Gli ultimi 15 anni hanno visto un fortissimo incremento di presenze italiane in città. I nostri connazionali vanno a Barcellona essenzialmente per cercare lavoro, spinti più che altro da alcuni fattori quali un clima particolarmente piacevole, lo spirito multiculturale della città, il mare, la vicinanza con l’Italia, la convinzione che vivere a Barcellona sia in generale più conveniente che non in una qualsiasi città di medio/grandi dimensioni in Italia. Barcellona è, per molti italiani, l’Eldorado in cui trovare nuove opportunità e una vita più gratificante.

Se sia vero o no non sta a me dirlo (avrei qualche esempio da farvi, ma certi fenomeni si possono argomentare solo con statistiche alla mano perciò preferisco soprassedere), sta di fatto che questo pare essere il motivo per cui tanti italiani siano emigrati da quelle parti. E questa non è certo una curiosità su Barcellona, quanto piuttosto un dato di fatto.

La festa di Sant Jordi.

Altra curiosità su Barcellona che forse non tutti conosco è la festa popolare della città: la festa di Sant Jordi, santo patrono del capoluogo Catalano. Si celebra il 23 aprile (il giorno in cui morì San Giorgio) ed è considerata anche la festa degli innamorati, diciamo pure l’equivalente del S.Valentino nostrano. La tradizione vuole che le coppie si scambino due regali specifici: un libro per gli uomini ed una rosa rossa per le donne.

Barcellona è davvero bellissima in occasione di questa festività perché tutti in città si scambiano regali e le vie del centro si trasformano in una fioreria a cielo aperto. Per l’occasione vengono allestite anche moltissime bancarelle per la vendita di libri. Certo i tempi cambiano anche per le tradizioni ed è sempre più consueto vedere le ragazze ricevere un libro, oltre che la rosa. Resta comunque una bellissima occasione per vedere Barcellona vestita a festa.

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Per la festa di San Jordi un libro per i ragazzi, una rosa per le ragazze

Le oche di Sant’Eulaia.

La prima volta che andai a Barcellona, ormai più di 10 anni fa, notai subito una cosa assai curiosa: un gruppetto di oche vivaci che starnazzavano proprio nel chiostro della Cattedrale di Barcellona. Una cosa mai vista, tanto che cercai subito informazioni al riguardo. Sant’Eulaia, patrona della città, fu una giovanissima martire, uccisa a soli 13 anni dopo aver subito 13 torture indicibili (sul serio, preferisco non raccontarvele, sono davvero raccapriccianti).

Per questo le oche sono sempre 13, vivono nel chiostro (dove si trova anche un laghetto tutto per loro) e sono le guardiane del sarcofago della Santa. Le 13 oche di Sant’Eulaia sono forse la curiosità su Barcellona che più mi ha colpito, per la sua stranezza se volete.

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Alcune delle 13 oche che risiedono nella Cattedrale di Barcellona

Il nazionalismo catalano.

Che i catalani abbiano un fortissimo orgoglio nazionalista non è certo una curiosità su Barcellona, quanto piuttosto un fatto storico ormai ampiamente dimostrato. È infatti già dalla fine del XIX secolo che la Catalogna avanzò le prime pretese di indipendenza, benché una prima, reale autonomia di governo si ebbe solo dagli anni 80 del secolo successivo, al termine del regime franchista. Non è mia intenzione parlare di storia, non ne ho nemmeno le competenze se devo dire la verità, è piuttosto l’atteggiamento dei catalani ad avermi colpita.

I catalani sono persone tendenzialmente chiuse. I sostenitori dell’indipendentismo non riconosco nulla allo stato sovrano, la Spagna. Tanto per farvi un esempio banale, quando nel 2010 la Spagna vinse il campionato mondiale di calcio, pochissimi furono i catalani che manifestarono una qualche forma di festeggiamento. Al contrario, le strade di Barcellona parevano insolitamente vuote e silenziose. Mia sorella mi riferisce che l’argomento divenne persino tabù, il solo accenno era fonte di ira di comune in città.

I catalani poi sono poco propensi all’uso del castigliano, persino se devono parlare con uno straniero (che evidentemente non può conoscere la lingua locale). Anche con gli spagnoli provenienti da altre regioni non si impegnano particolarmente in questo, risultando spesso scontrosi e poco cordiali.

I rifugi anti-bombe.

Durante la guerra civile spagnola nel sottosuolo di Barcellona furono costruiti diversi rifugi sotterranei (e con diversi intendo più di mille), al fine di proteggere i cittadini dai bombardamenti aerei. La maggior parte dei quali sono stati smantellati nel corso degli anni successivi. Una curiosità su Barcellona che forse non tutti sanno è che uno di questi rifugi esiste ancora ed è aperto al pubblico. Si chiama Refugio 307 e si trova ai piedi del Montjuic, nel quartiere Poble Sec.

Il rifugio 307 risulta particolarmente interessante per chi visita il capoluogo catalano in quanto parte integrante del Museo di Storia di Barcellona, il quale organizza suggestive visite guidate, in castigliano, catalano e inglese, all’interno dei lunghissimi corridoi sotterranei (se soffrite di claustrofobia forse non è il luogo che fa per voi). Alle pareti rimangono ancora alcune scritte dell’epoca, volte a tranquillizzare le persone presenti, per mantenere la calma (ed esempio, era vietato parlare di politica per non fomentare discussioni). Se volete vedere qualcosa di diverso dai “soliti” parchi e monumenti e vi interessano le esperienze un po’ più intense visitare il Refugio 307.

L’amore per il Barcellona.

I cittadini di Barcellona, e più in generale, i catalani hanno una vera e propria venerazione per la squadra di calcio locale, il Futbol Club Barcelona. Questo amore incondizionato deriva anche e soprattutto dal fatto che il FC Barcelona è l’entità che più rappresenta nel mondo l’identità catalana, sia da un punto di vista politico che sociale. La società sportiva si è più volte infatti schierata in favore di iniziative volte a preservare e diffondere i valori dell’identità catalana.

Storicamente il capitano del FC Barcelona è sempre stato un giocatore nato in Catalogna, sebbene questa tradizione sia stata abbandonata in epoca recente. Quando il Barcellona gioca in città si riversa un vero e proprio fiume color blu-granata, che diventa ancor più cospicuo in occasione di incontri particolarmente rilevanti. Ad ogni angolo della città è possibile acquistare gadget ed abbigliamento targati FC Barcellona, se volete andare sul sicuro andate nello store ufficiale.

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Barcellona FC

La vetrata di Santa Maria del Mar.

A dimostrazione dell’amore verso la squadra di calcio locale, vi rivelo un’altra curiosità su Barcellona che forse in pochi davvero sanno o hanno notato. Su una delle tante, meravigliose vetrate della Basilica di Santa Maria del Mar (straordinario esempio di gotico catalano), compare pensate lo stemma del club Calcistico. Sacro e profano racchiusi in pochi centimetri. A dire il vero una spiegazione più che logica c’è. Ve la racconto.

Nel corso della guerra civile spagnola la basilica fu parzialmente distrutta per colpa di un incendio doloso. Negli anni ’60 fu finalmente deciso di rimediare agli ingenti danni subiti ed il Barcellona FC sovvenzionò una cospicua fetta degli interventi di ristrutturazione necessari. L’inserimento dello scudo del Barcellona all’interno di una delle vetrate è semplicemente una dimostrazione di riconoscenza verso tanta generosità.

Gli orari di apertura.

Un’altra curiosità su Barcellona riguarda gli orari di apertura di ristoranti, negozi ed in generale di tutte le attività commerciali. A Barcellona sono abituati a pranzare e cenare molto più tardi rispetto le nostre abitudini. Difficile vedere qualcuno seduto al ristorante prima delle 13:30 o delle 21. Gli unici che si comportano diversamente sono i turisti. Tanto per farvi un altro esempio, i programmi televisivi in prima serata non cominciano mai prima delle 22.

Motivo per cui i ristoranti sono aperti ben oltre la mezzanotte così come molti negozi di alimentari. In particolare, le botteghe di quartiere gestite da stranieri sono spesso aperte h24 (le ho viste aperte anche il giorno di Natale). I cittadini di Barcellona, specie i più giovani, amano gozzovigliare sino a tarda notte, o per meglio dire sino al mattino successivo. Se siete in vista e volete svegliarvi presto per cominciare il vostro giro turistico per Barcellona preparatevi ad incontrare qualche nottambulo ritardatario con ancora la sua lattina di birra in mano.

I patrimoni Unesco.

Concludo la mia lista di curiosità su Barcellona parlando di patrimoni Unesco. Avete idea di quanti siano? Ve lo dico io, attualmente sono ben 9, la maggior parte dei quali frutto del genio artistico di Antoni Gaudì. Curiosi di sapere quali? Cominciamo dal parco più famoso e visitato di Barcellona, il Parc Guell. Continuiamo poi con il Palazzo Guell, realizzato sempre da Gaudì, su commissione, e situato nei pressi de Las Ramblas. Nella lista dei patrimoni Unesco di Barcellona troviamo poi altre tre abitazioni realizzate sempre da Gaudì: Casa Battlò, Casa Milà (meglio conosciuta come Pedrera) e Casa Vincent.

Infine, sempre ad opera di Gaudì, nel prestigioso elenco è annoverata anche la facciata della Natività della Sagrada Familia. Del resto, il monumento più visitato di tutta la Spagna non poteva non rientrare tra i patrimoni Unesco! Altra opera di Gaudì cui è stato conferito il prestigioso riconoscimento è la Cripta della Colonia Guell, rimasta purtroppo incompiuta rispetto al progetto originale.

Gli ultimi due edifici patrimoni Unesco sono stati entrambi progettati dall’architetto Lluis Domenech i Montaner, secondo i criteri del modernismo catalano. Stiamo parlando del Palau de la Musica Catalana (in cui è possibile assistere a meravigliosi spettacoli di musica e danza) e l’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau, che di fatto è uno degli ospedali più grandi e meglio organizzati di Barcellona.

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Casa Batlò, Patrimonio Unesco

11 thoughts on “Curiosità su Barcellona: 10 cose che forse non sapete

  1. Sai che quando leggo Barcellona mi si drizzano le orecchie e leggo sempre di che si tratta. Hai scritto tutte cose che già sapevo… Bonci Bonci bobobom… Ci vivo! :-)ahahahahha
    Cmq devo correggerti o farti qualche appunto su alcune cose :
    1.il catalano é la lingua veicolare dell’istruzione (anche all’asilo), purtroppo aggiungo io, da mamma italiana che vorrebbe che suo figlio parlasse castigliano madrelingua, anche se.. Meraviglia delle meraviglie, i bambini giocano in spagnolo… Non me lo spiego!
    2.a Barcellona si sta davvero bene. Abbiamo mare, montagna, città multietnica, iniziative culturali, una sanità catalana che funziona bene e una scuola pubblica che, a parte la questione catalano, é ben organizzata e strutturata.
    3.l’orgoglio catalano é una questione puramente economica (anche se la gente comune crede nel principio) e purtroppo ha fatto e continua a fare più danni che altro.
    4.i catalani sono un popolo gentile, di cuore, e non é assolutamente vero che si rifiutano di parlare lo spagnolo con chi non parla il catalano. Mai mai mai avuto problemi, né con il pediatra, medico, banca, comune, posta, supermercato o qualsiasi altro luogo pubblico.L’unico problema é appunta a scuola ahimè.
    Dai finisco qui se no ti faccio un commento più lungo del post, sorry! Cmq io amo Barcellona, con i suoi pregi e i suoi difetti ♥️

    1. Si in effetti la questione dei catalani è un po’ generalizzata. Sarà forse che mia sorella (che vive lì da 10 anni) ha sempre avuto un rapporto un po’ strano con loro e non si è mai trovata benissimo. Però molto probabilmente ha avuto a che fare con persone in generale poco genitili forse! Le mie nipotine vanno all’asilo e infatti parlano solo catalano con le maestre e i compagni e anche lei (mia sorella) è un po’ dispiaciuta di questo. Però si…Barcellona è una città meravigliosa!

  2. Io invece le curiosità che hai scritto non le conoscevo… solo due: quella dell’amore per la squadra di calcio e l’apertura fino a tardi dei ristoranti, locali. Veramente interessante il tuo post!

  3. Io delle oche non sapevo nulla. E devo dire che non mi ero nemmeno posta il problema. Ora però sorge la domanda :
    Perché oche e non cigni? Ahahaha

  4. Non sapevo la storia delle 13 oche e neanche dello stemma calcistico sulla vetrata della chiesa ahah sono ancora più fissati degli italiani con il calcio! La faccenda degli orari è simile al resto della Spagna, però è anche vero che hanno più ore di luce rispetto a noi (o meglio, il sole sorge dopo e di conseguenza tramonta dopo), quindi ci sta che prima delle 22 non si mangi 🙂

  5. Nonostante fossi a conoscenza di molti degli aspetti che hai citato (ho vissuto a Barcellona per qualche mese l’anno scorso), non sapevo che ci fosse lo stemma calcistico sulla vetrata di Santa Marìa del Mar!! E gli orari.. Mamma mia! Ho lavorato part-time in una casa editrice, e quando finivo il turno del “mattino” (cioè alle 14), e volevo andare nella mia hamburgueserìa preferita, dovevo sempre aspettare un po’ perchè apriva alle 14.30! Ti lascio immaginare la fame 😀

  6. Bellissimo questo articolo e molte di queste cose non le sapevo! Ho notato le oche, la vetrata e varie altre cose ma per esempio non sapevo del rifugio antiaereo (considera che ho finito oggi di leggere “per chi suona la campana” di Hemingway proprio sulla guerra civile spagnola…), mi sarebbe piaciuto vederlo!

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