Come aumentare le visite a un blog: 10 consigli per i tuoi post

Come e cosa fare per aumentare le visite al proprio blog? Se siete capitati su questa pagina cercando su Google allora le cose sono due: 1) vi siete posti questa domanda tantissime volte e 2) questo articolo, forse, potrebbe esservi utile, proprio perché lo avete trovato. Gestire un blog non è di per sé un’attività semplicissima, farlo diventare popolare direi quasi una vera impresa! Detto questo, partire scoraggiati non è utile a nessuno perciò, se vi state chiedendo come fare per far crescere il pubblico del vostro blog, provate a dare una letta a questi semplici ma, secondo me, efficaci consigli.

Partiamo da una breve ma doverosa premessa: io non sono una blogger professionista e questo mio spazio virtuale è per me un semplice passatempo. Potrei quindi peccare di presunzione scrivendo una guida di questo tipo, con un titolo così tanto pretenzioso. Se lo state pensando, non avete tutti i torti. Le cose stanno così: non ho numeri stratosferici ma nel giro di un anno e mezzo sono passata da 0 visualizzazioni mensili a quasi 30.000 (durante i mesi estivi, lo ammetto, che per un travel blog rappresentano sempre il periodo di maggior traffico). Lo specifico solo farvi capire di che range stiamo parlando, non per altro. Tante amiche/colleghe blogger mi chiedono come ci sia riuscita e dopo mesi di titubanza mi sono decisa a scrivere questo blog post.

Non è un corso di blogging e non vi sto chiedendo un centesimo per leggero (e ci mancherebbe…). Prendete questo post come una serie di consigli spassionati di un’amica fidata, come se ne stessimo parlando al bar, davanti a una birra.

Come aumentare le visite a un blog

10 consigli per i tuoi post

Pubblicare contenuti di qualità

La regola numero 1 per far crescere le visualizzazioni del vostro blog è quella di scrivere e pubblicare contenuti di qualità. Punto e stop. Su questo non ci sono scuse: se i vostri blog post non sono efficaci, non li leggerà nessuno, anche se li trovano su Google. Cosa intendo con contenuti di qualità? Un articolo scritto bene (perché la grammatica non è un’opinione), ricco di contenuti utili e informazioni dettagliate. I lettori normalmente cercano informazioni sui motori di ricerca perché ne hanno bisogno, se non le trovano oppure si accorgono che l’articolo è scritto male se ne andranno subito, lasciando a voi solo una frequenza di rimbalzo molto alta.

Sua maestà Google è molto, ma molto intelligente e lo riconosce subito quando un articolo è scritto bene. Lo proporrà quindi prima di altri, che invece riterrà meno utili per il lettore.

Le informazioni che scrivete nei vostri blog post devono essere attendibili, preferibilmente verificate in prima persona e mantenute aggiornate nel corso del tempo. Dettagli come prezzi e orari di apertura, ad esempio, possono mutare nel corso del tempo. Un blogger preciso è anche colui che si preoccupa di verificare la veridicità delle informazioni anche a distanza di mesi. I lettori tendono a fidarsi di quello che leggono online, cercate di dar loro informazioni reali ed aggiornate.

Il punto di forza di un blog rispetto a un qualsiasi altro sito internet sta nel punto di vista di chi scrive, che a mio avviso deve sempre trasparire. Un blog post può essere un racconto scritto di pancia in maniera del tutto personale, oppure un articolo pratico, come una guida di viaggio o una ricetta di cucina, ma l’opinione del blogger ci deve essere sempre, a mio avviso. Dovete fare capire al lettore che questa cosa voi l’avete provata/vissuta in prima persona.

Contenuti scritti bene, dettagliati, aggiornati e personalizzati non potranno fare altro che far aumentare le visualizzazioni al vostro blog e questo è proprio il punto da cui partire.

Essere costanti

Abbiamo detto che pubblicare articoli di qualità è il primo passo per aumentare le visite al proprio blog. Il secondo è quello di essere costanti. Pubblicare articoli nuovi con una certa frequenza è indispensabile per due motivi. Il primo perché piace ai motori di ricerca. Un blog con una pubblicazione costante viene ritenuto attendibile e certamente otterrà una posizione migliore rispetto ad un concorrente che pubblica contenuti nuovi solo una volta ogni tanto.

La seconda motivazione è forse più banale ma ugualmente importante: più articoli avrete nel vostro blog più il vostro pubblico sarà ampio. Va da sé che un sito con 10 articoli pubblicati avrà meno visualizzazioni di uno che ne ha 100 (in teoria).

Ogni quanto pubblicare un nuovo contenuto? Difficile a dirsi e non c’è una regola. Si dice che una buona media per un blog aperto da poco sia di 3-4 articoli nuovi a settimana. Non è poco, considerando quanto appena detto nel punto precedente. Pubblicare un articolo di qualità richiede tempo e dedizione, farlo con questa frequenza è praticamente un lavoro a tempo pieno.

Io per il primo anno ci sono riuscita, ho pubblicato quasi sempre 3 articoli a settimana e ciò mi ha permesso di costruire una buona base per i miei lettori che, pian piano, sono cominciati ad aumentare. Devo essere sincera però: i primi articoli che ho pubblicato non erano esattamente molto brillanti. Li ho scritti un po’ a caso, curando poco i dettagli, senza badare troppo alla SEO, di cui conoscevo davvero solo qualche rudimento (di questo parleremo tra poco). Infatti le visite al mio blog sono cominciate ad aumentare dopo diversi mesi.

Mantenere un ritmo di pubblicazione così elevato non è semplice e dipende molto anche dal tipo di blog. Se sei, ad esempio, un travel blogger dovresti viaggiare in continuazione per avere sempre qualcosa di nuovo da raccontare. Se questo non è possibile (come nel caso della sottoscritta) possiamo ampliare leggermente i nostri orizzonti, scrivendo anche articoli di consigli più generici, ma non possiamo inventarci viaggi che non abbiamo fatto. Al momento io pubblico un articolo a settimana, di più faccio fatica.

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Pubblicare articoli con costanza è una buona strategia per aumentare le visite al blog

Rispondere ad un’esigenza

Per aumentare le visite al blog è indispensabile rispondere ad un’esigenza, qualunque essa sia. I lettori vi troveranno con i motori di ricerca solo e soltanto se i vostri articoli forniranno loro risposte a ciò che si stanno chiedendo. Lo sapete che l’ultima frontiera SEO è quella di ottimizzare i contenuti per le ricerche vocali? Il trend è effettivamente (anche) questo. Ripetere all’infinito la parola chiave (di cui parleremo tra poco) può non servire a nulla se il vostro articolo non fornisce le informazioni che il lettore sta cercando.

Esempio. Cosa vedere a Parigi. Tipico post in un blog di viaggi. Al di là della generalità dell’argomento, se intendete pubblicare un articolo di questo tipo dovete effettivamente dare una risposta a questa domanda. Il che non vuol dire affatto stilare un mero elenco di attrazioni da non perdere. Chi cerca su internet un’informazione di questo tipo vuole sapere certo che cosa vedere a Parigi, ma possibilmente vorrebbe anche sapere perché deve vedere proprio quell’attrazione, come arrivarci, se c’è un sito internet, quanto costa il biglietto e se magari c’è un orario migliore per andarci.

Rispondere in modo esauriente ai quesiti dei lettori non solo vi permetterà di posizionarvi bene tra i risultati dei motori di ricerca, ma manterrà più a lungo gli utenti sulle pagine del vostro blog. Se un contenuto risponde egregiamente a tutti i nostri dubbi lo leggiamo fino in fondo no?

Studiare le Keywords

Una volta che avete capito a quale esigenza/domanda intendete dare risposta, dovrete tradurre la cosa in “parole chiave”. Il concetto di keywords è essenziale per aumentare le visualizzazioni di un blog ed è strettamente correlato ad una corretta scrittura in ottica SEO (con calma, ci stiamo arrivando). Si tratta in verità di una questione quasi banale per la sua semplicità: cosa deve digitare l’utente per arrivare al vostro blog post? Oppure, detta al contrario, il vostro articolo a quale domanda deve rispondere? Esempio pratico e banalissimo per capire immediatamente di cosa stiamo parlando. Volete pubblicare la ricetta del risotto al gorgonzola? Evidentemente, per essere trovati tramite Google, il vostro articolo dovrà comparire tra i risultati di una ricerca tipo “risotto al gorgonzola ricetta” oppure “come preparare il risotto al gorgonzola”.

Fosse così semplice saremmo tutti al primo posto. La realtà è un po’ più complessa di così, tanto è vero che la questione delle keywords meriterebbe un articolo a parte (potrei scriverlo…in effetti!). Per semplificare al massimo:

  • Con una keyword troppo generica o con un volume di traffico molto elevato sarà davvero molto difficile posizionarsi. “Cosa vedere a Parigi” è davvero troppo, troppo difficile. Con “Cosa vedere a Timisoara” avrete molte più possibilità

  • Considerato che non possiamo viaggiare (o cucinare, o truccarci, o fare qualsiasi altra cosa) solo in base alle probabilità di posizionamento su Google, possiamo provare ad ampliare i nostri orizzonti. Le Long tail keywords, ovvero le parole chiave composte da più parole (almeno 4), hanno un volume di traffico minore ed offrono maggiori probabilità di successo. Un esempio? “Cosa vedere a Parigi in una settimana” (ok, non è facilissima manco questa, ma sempre meglio della precedente), oppure “Cosa vedere a Parigi in una settimana con bambini”.

  • Non serve che vi dica, ovviamente, che l’articolo dovrà poi essere strutturato, in termini di contenuti, per rispondere sul serio alla long tail keyword che avete scelto. Se decidete per “Cosa fare a Berlino se piove” dovrete veramente proporre attività ed attrazioni interessanti da fare con il mal tempo, non una lista di cose a caso, altrimenti i vostri lettori se ne andranno immediatamente.

  • Un buon posizionamento con una long tail keyword aumenterà le visualizzazioni al vostro blog ma potrebbe anche spingervi più in alto con keyword più generiche. Vi faccio un esempio preso direttamente dal mio blog. Il mio articolo “Toronto: 5 cose da vedere in un giorno” si è posizionato talmente bene con la long tail keyword correlata (in effetti è il primo risultato su Google) che a lungo andare è finito in prima pagina anche con la più generale “Cosa vedere a Toronto”

  • Esistono delle app in grado di suggerire le parole chiave più appropriate. Io uso sempre Keyword Tools e ogni tanto anche Seo Zoom. Fatelo anche voi!

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Studiare le keywords è importantissimo per posizionare i tuoi articoli si Google

Scrivere in ottica SEO

Veniamo ora a quello che è il cruccio di tanti blogger, neofiti e non: la Search Engine Optimization. Per i comuni mortali SEO. Volendo provare a tradurla verrebbe fuori una cosa del tipo “Ingegneria del posizionamento”, che detta così fa accapponare la pelle anche a me, che sono laureata in Sociologia. Posizionare una pagina sui moti di ricerca non è certo paragonabile al progettare un reattore nucleare, ma considerata la moltitudine di variabili in gioco, potrebbe davvero essere materia da ingegneri (e infatti non credo che gli sviluppatori di Google abbiano propriamente una laurea in sociologia…).

Creare contenuti in ottica SEO è in realtà un mix tra quanto ho già detto precedentemente e quanto ancora dirò fra poco: scrivere contenuti di qualità, ricchi di informazioni per dare risposte chiare e complete, selezionare le giuste keyword inserendole nel modo corretto, inserire link pertinenti e di qualità, dare il giusto attributo alle immagini.

Non posso proporvi un corso SEO in questo blog post, anche perché con tutta franchezza non penso di averne le competenze, ma posso suggerirvi di acquistarne uno vero, professionale! Io l’ho fatto qualche anno fa, spendendo poco, circa una 40ina di euro se non ricordo male. Ad ogni modo, se proprio volessimo sintetizzare al massimo, queste sono alcune delle strategie SEO più diffuse:

  • Inserire la keyword nel tag title, cioè nel titolo del vostro blog post

  • Inserire la keyword nella meta description, ossia quel testo che compare come anteprima nei risultati di ricerca di Google

  • Sfruttare i tag H1,H2,H3 per suddividere il testo in paragrafi, che tra l’altro facilitano la lettura

  • L’inserimento della keyword nel testo deve essere fluido e naturale, non una continua ripetizione fatta a caso. La parola chiave deve inserirsi nel testo in modo scorrevole. Non abbiate paura di usare sinonimi, Google è molto intelligente e sa riconoscerli

  • Curare i link interni ed esterni (si veda paragrafo successivo)

  • Inserire la keyword nel tag Alt delle immagini

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Imparare a scrivere in ottica SEO è fondamentale per il successo del tuo blog

L’importanza dei link

I link esterni ed interni al vostro blog sono di primaria importanza al fine di aumentare i vostri lettori quindi è necessario conoscere come funzionano e come ottimizzarli. Anche qui ci sarebbe da scrivere un libro intero. Le strategie di link building (così come normalmente questa materia viene chiamata tra gli esperti) sono diverse e andrebbero studiate con molta attenzione. Nemmeno io sono così esperta sull’argomento (ve l’avevo detto no che questi sono consigli da amica?) quindi mi limiterò a parlarvi di quelli che sono gli aspetti fondamentali.

Cominciamo dai link esterni che conducono al vostro blog, i cosiddetti backlink, che per Google costituiscono una sorta di raccomandazione, rendendo il blog in questione molto più autorevole. Più questi link sono pertinenti e autorevoli, maggiore sarà la probabilità di successo. Facciamo un esempio. Se scrivete di viaggi, un ottimo backlink sarà quello proveniente da un altro portale/blog di viaggi, possibilmente con un numero di visualizzazioni molto più alto del vostro.

Negli ultimi anni in tanti hanno sviluppato strategie di link building non proprio ortodosse. L’acquisto di backling è una pratica altamente sconsigliata, questi collegamenti esterni devono arrivare in modo del tutto spontaneo e naturale. Il modo migliore per farlo è quello, ancora una volta, di scrivere contenuti di altissima qualità.

Vi sono poi i link esterni che partono dal vostro blog per indirizzare i lettori verso altri siti. Lo scopo non è quello di far scappare i vostri lettori, questo è ovvio, ma questa è una buona pratica da seguire per fornire ancora più informazioni al lettore. Fatelo solo con siti autorevoli e che possano essere veramente d’aiuto ai vostri lettori. Un esempio? Se state parlando di un museo, di un’escursione o di una qualunque altra attività che permetta una prenotazione online, non abbiate paura di linkare il sito ufficiale che permette l’acquisto. Per i vostri utenti sarà un notevole risparmio di tempo.

Se però il vostro articolo contiene un link sponsorizzato (anche se si tratta di scambio merce) badate bene che abbia l’attributo rel=”nofollow”, diversamente il vostro post verrà nettamente penalizzato da Google.

Infine, parliamo di link interni. Chiedetelo a Wikipedia, quanto possa essere efficace inserire tanti link interni, a contenuti sempre di qualità! Il vostro scopo è certamente quello di aumentare le visite al blog, ma anche quello di fare in modo che i vostri lettori non scappino via in pochi secondi. Una strategia per diminuire la frequenza di rimbalzo, e quindi di aumentare anche le visualizzazioni di pagina del blog, è quello di collegare tra loro i vostri articoli, che ovviamente abbiamo una correlazione.

Avete scritto tre articoli su Berlino? Uno con l’itinerario, uno con i ristoranti, uno dedicato al muro? Collegateli tra loro e fate bene attenzione alle parole che utilizzate come anchor test (ovvero il testo su cui l’utente deve cliccare per aprire la nuova pagina). “Clicca qui”, “Questo articolo” e simili sono banditi, dovete usare le parole chiave già inserite nell’articolo di destinazione. Ad esempio “Se vi interessa l’aspetto gastronomico, questo è il mio articolo dedicato ai ristoranti di Berlino che più mi sono piaciuti”. Il collegamento andrà inserito sulle parole “ristoranti di Berlino” o qualcosa di simile.

Curare le immagini

Inserire delle immagini belle, rappresentative e curate è un altro consiglio che vorrei darvi per aumentare le visualizzazioni del vostro blog. Cosa intendo? Come prima cosa l’immagine deve essere di buona qualità. Non serve essere fotografi professionisti per ottenere una foto ben inquadrata, ad alta risoluzione e nitida. Poi ovviamente potete usare qualche filtro e sistemarla, possibilmente senza darle un effetto troppo artificioso.

Le immagini che inserite nei vostri blog post devono essere ovviamente rappresentative di quanto state scrivendo, per andare ad avvalorare il testo. Centratele bene ed impostatele tutte, se possibile, della stessa grandezza. Un bravo blogger pubblica solo ed esclusivamente immagini prodotte autonomamente, ma se ciò non fosse possibile ricordate di inserire solo e soltanto foto libere da copyright oppure che abbiano un esplicito consenso alla diffusione da parte dell’autore (che comunque dovrete citare).

Curate la didascalia, che potrebbe persino contenere la parola chiave, sempre che l’effetto non sia troppo ridondante. Inserite il testo alternativo, ovvero una brevissima descrizione che comparirà a chi non riuscirà a caricare l’immagine. Infine, ricordatevi sempre di impostare l’attributo Alt, che dovrà contenere preferibilmente la parola chiave.

WordPress permette di farlo con l’apposito editor di immagini. In altrimenti dovrete andare a mettere mano al codice html con la dicitura alt=”testo da inserire”.

Condividere sui social

Social network: divertimento o tortura? Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest e compagnia bella sono strumenti importantissimi per chiunque desideri aumentare il pubblico del proprio blog, ma in molti casi si rivelano più una fonte d’ansia che altro. Anche in questo caso ce ne sarebbero di cose da dire, tanto è vero che non so nemmeno da dove cominciare.

Dato che qui non stiamo parlando di social media management, ma di consigli per aumentare le visite a un blog, la questione social network, almeno in questa sede, verrà affrontata solo relativamente a questo tema. Una buona strategia per attirare più lettori è quella, ovviamente, di condividere i blog post attraverso i vostri profili social, che a loro volta dovranno comparire nel vostro blog.

La maggior parte dei blogger inserisce i link ai profili social nella barra laterale del sito, oppure nel footer. L’importante è che questi siano visibili. L’attività social dovrebbe andare di pari passo con quella di pubblicazione del blog, seguendo quindi linee editoriali il più possibile coerenti l’una con l’altra. Ogni volta che pubblicate un nuovo articolo sul blog potrete quindi creare un post su Facebook correlato, ovviamente con una bella immagine e un testo accattivante, che stimoli l’interazione (anche perché l’algoritmo di Facebook tende a dare meno visibilità ai post con link che portano a siti esterni).

Su Facebook esistono molti gruppi per la condivisione di blog post, ovviamente a tema (viaggi, cucina, beauty, ecc). Studiateli bene e provate a sfruttarli, ma fatelo con una certa parsimonia. Condividere un post decine di volte vi farà solo diventare spammer.

Su Instagram non è possibile inserire link diretti nelle didascalie delle foto, una buona strategia è quindi quella di inserire il collegamento al vostro nuovo articolo nella descrizione del vostro profilo, pubblicando comunque una foto correlata con cui suggerirete di andare a guardare il link nella biografia. Potete anche comunicare ai vostri follower l’uscita di un nuovo articolo tramite stories. Molto più semplice di quanto sembri.

Si insomma, qualunque social utilizziate, collegatelo al blog in modo sensato e costante! Vi sono blogger molto bravi (non la sottoscritta, in questo caso) che con i social network attirano verso il blog oltre la metà del loro pubblico totale!

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Collaborare con altri blogger

Per alcuni lo scambio di commenti e visite tra blogger è una scorciatoia poco corretta, per altri è invece una prassi divertente, da attuare anche per conoscere altri blog, da cui magari ispirarsi. Io non lo so quale sia il vostro “partito”, ma a mio avviso la collaborazione tra blogger è fondamentale per far crescere il proprio pubblico. Non solo per i novellini.

Non parlo solo di scambio di commenti (che effettivamente spesso risultano artificiosi e molto forzati), mi riferisco a iniziative più ampie e coordinate. Per esempio, la stesura di guest post per altri blog vi aiuterà a migliorare la vostra visibilità (specie se colui per cui scrivete è un blogger con una “reputazione” migliore della vostra). Anche i post collettivi possono rivelarsi una buona idea. Si tratta di articoli che prevedono il contributo di blogger diversi, ovviamente sullo stesso tema. Io stessa ho partecipato a qualcuno di questi. Vi segnalo “Dove dormire a Budapest” di Giulia – Viaggiare con gli occhiali, per farvi capire di cosa parlo.

Entrare in una cerchia specifica vi aiuterà a farvi conoscere e, perché no, anche a fare amicizia. Gli altri blogger potrebbero essere proprio i vostri più fidati lettori!

Su Facebook vi sono poi diversi gruppi pensati proprio per i blogger. Servono a condividere i contenuti ma anche e soprattutto a scambiare consigli e pareri di ogni tipo. Io non posso che parlare positivamente di questo tipo di gruppi perché mi hanno aiutata davvero moltissimo. Ne vorrei segnalare uno in particolare, si chiama Travel Blogger Italiane ed è fantastico!

Non avere fretta

Come aumentare le visite al vostro blog? Con questo lunghissimo e spero non troppo noioso post mi auguro di avervi dato qualche piccola dritta. Ma c’è ancora una cosa da dire, a mio avviso. Un consiglio spassionato che vorrei dare a tutti coloro che hanno cominciato da poco e che vedono i loro numeri sempre stazionari. Ci vuole pazienza, tanto impegno e perseveranza. Non potete pensare di scrivere quattro articoli e sperare che balzino subito in vetta ai risultati di Google.

Trovate il vostro pubblico, cercate di dare ai lettori quello che cercano, mettetevi in gioco e studiate, quando potete. Vorrei dirvi che i grandi numeri arriveranno, ma non sarei del tutto sincera. Ci sono blog che non vedranno mai le centinaia di migliaia di visite che tutti sogniamo. Io sono la prima ad essere realista. Ciò non significa che non si possa collaborare con il mondo esterno o che non si riesca a costruire un progetto ugualmente significativo.

L’importante, secondo me, è non avere fretta!