Inghilterra del sud: itinerario in 7 giorni

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L’Inghilterra del sud è una terra davvero straordinaria. Paesaggi ancora incontaminati, spiagge incantevoli, villaggi pittoreschi, coste frastagliate di grandi rocce bianche a picco sul mare. Meta forse ancora poco gettonata dai viaggiatori italiani, questa splendida regione del Regno Unito si presta per un viaggio on the road itinerante, anche di breve durata. Le distanze relativamente contenute consentono infatti di scoprirla anche in pochi giorni. Questo è il mio itinerario in Inghilterra del sud: 7 giorni tra Cornovaglia, Devon, Dorset e Somerset.

Cosa vedere in Inghilterra del sud? Pianificare un itinerario di viaggio in questa regione non è difficile: la zona è piuttosto circoscritta e con un giro ad anello partendo da Bristol (aeroporto internazionale) si riesce a vedere alcuni dei luoghi di interesse più belli di Cornovaglia, Devon, Dorset e Somerset. Perché dovreste scegliere proprio queste contee? Se amate la natura, i paesaggi incontaminati ed avete voglia di ammirare l’oceano dall’alto di scogliere che sembrano tagliate con il coltello…allora questo è il viaggio che fa per voi.

Avete bambini? Questo è un itinerario adatto anche ai viaggiatori più piccoli. Noi l’abbiamo affrontato, come sempre, in tre, con un bimbo di quasi 4 anni, tornato a casa letteralmente entusiasta!

Cominciamo dall’itinerario in Inghilterra del sud, completo di tutte le tappe e spostamenti, per poi concludere con qualche informazione più pratica. Il nostro viaggio è durato una settimana, ma nessuno vi vieta di allungarlo aggiungendo altre tappe o fermandovi di più in quelle qui proposte (vi darò anche qualche consiglio al riguardo).

Inghilterra del sud: itinerario in 7 giorni

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Giorno 1

Da Bristol all’Exmoor National Park

Atterriamo all’aeroporto internazionale di Bristol intorno alle 12:30, il tempo di ritirare l’auto a noleggio e mangiare qualcosa poco dopo e siamo già sulla strada, in direzione Exmoor National Park. La prima tappa è Dunster, un piccolo villaggio situato proprio al confine orientale del parco. Siamo ancora nella contea di Somerset. Si tratta di uno dei centri medioevali meglio conservati del paese ed è certamente una delle cose da vedere in Inghilterra del sud. Il Castello di mattoni rossi costruito in epoca normanna è certamente l’attrazione più interessante del villaggio. Noi purtroppo arriviamo troppo tardi, alle 16:45 stanno già chiudendo i battenti e riusciamo a vederlo solo dall’esterno, passeggiando nell’antico borgo che lo circonda.

Raggiungiamo Porlock, il paesino dove abbiamo pernottato per le due notti successive, ottimo avamposto per esplorare la zona circostante. A circa 3 km dal centro del paese si trova il Porlock Weir, un minuscolo agglomerato di case che circonda un piccolo porto. C’è una spiaggia di sassi molto graziosa da cui si gode un bel panorama sulla baia. Segnalo anche il pub vista mare, dove si mangia e si beve davvero bene.

Giorno 2

Exmoor National Park

Dopo un’abbondante english breakfast (inclusa nella tariffa del pub dove soggiorniamo) ci dirigiamo di buon mattino verso Lynmouth e Lynton, due dei villaggi più pittoreschi della zona. Siamo nel Devon. Caratteristica peculiare dei due paesi è quella di essere collegati tra loro da una curiosissima funicolare, realizzata nel 1890, che funziona grazie ad un sistema di contrappesi ad acqua. Si sale a bordo di una sorta di locomotiva d’epoca e il panorama è davvero eccezionale. Lynton è situata proprio sulla cima del promontorio, qui la vista toglie il fiato.

Essendo la giornata particolarmente calda e soleggiata (ed essendo ancora pieni dalla colazione) decidiamo di occupare un’ipotetica pausa pranzo per spostarci verso Croyde, piccola località di mare molto amata dai surfisti locali. La spiaggia è oggettivamente splendida, circondata da colline color smeraldo. Siamo forse gli unici senza costume ma ci concediamo ugualmente una lunga passeggiata sul bagnasciuga.

Nel pomeriggio torniamo indietro verso il versante meridionale dell’Exmoor National Park. Scegliamo di entrarci da sud per vedere il Tarr Steps, l’antico ponte di pietra costruito in una delle radure più suggestive del parco, e intraprendere uno dei tanti sentieri escursionistici della zona. Optiamo per quello più facile, ad anello, che dura circa un’oretta. Cosa vedere in Inghilterra del sud? L’Exmoor National Park è davvero un gioiello verde, fatto di colline color smeraldo che si alternano alla tipica brughiera inglese. Tantissimi i percorsi di trekking tra cui scegliere. Praticamente in ogni villaggio del parco troverete un centro visitatori in cui reperire mappe e chiedere informazioni.

Rientriamo nuovamente a Porlock in serata.

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Exmoor National Park
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La vista da Lynton
Lynton
La spiaggia di Croyde
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A passeggio nell’Exmoor National Park

Giorno 3

Da Porlock a Lyzard Point: la costa della Cornovaglia

Di tutto il nostro itinerario in Inghilterra del sud questa è stata la tappa più lunga, in termini di chilometri percorsi. La costa della Cornovaglia è splendida, così aspra e selvaggia da farti sentire veramente fuori dal mondo. Con il senno di poi, mi sarei fermata da quelle parti un po’ più a lungo (consiglio per chi ha a disposizione più di una settimana). Queste le nostre tappe.

Port Isaac. Un villaggio di pescatori veramente caratteristico abbarbicato in una profonda insenatura tra le ripide scogliere, tipiche della costa della Cornovaglia. Il paese è veramente piccolo ma suggestivo. Qui è possibile gustare aragosta appena pescata o deliziosi pasties, i fagottini ripieni di carne tipici della zona.

Chapel Beach, la nostra seconda tappa del giorno, è uno di quei posti che da solo vale il prezzo del biglietto aereo. Si tratta di una spiaggia di sabbia dorata perfettamente incastrata tra scogliere scoscese, che la orlano di un verde quasi abbagliante. Intorno alla spiaggia vi sono diversi sentieri che si inerpicano sulle ripide pareti rocciose. Salire sulla cima regala un panorama unico ed emozionante. Siamo rimasti mezz’ora seduti lì a godere del solo rumore dell’oceano.

Nota di servizio. Le scogliere sono ripide ma i sentieri non particolarmente, la risalita non è affatto faticosa.

Arriviamo a St. Ives nel pomeriggio. Si tratta della località forse più turistica della Cornovaglia, oltre che ad uno dei centri abitati più grandi. Passeggiamo un po’ per i graziosi vicoli acciottolati del centro e beviamo una birra fronte mare, in compagnia di qualche gabbiano. Non pernottiamo qui perché i prezzi sono piuttosto alti. In estate St. Ives si trasforma in un centro balneare davvero molto frequentato, uno dei più rinomati dell’Inghilterra del sud (sicuramente anche per questo gli alloggi sono costosi). Ad ogni modo è davvero un paese grazioso che merita una visita.

Arriviamo a Lyzard Point in serata, giusto il tempo di gustare un fish&chips e di raggiungere il nostro ostello.

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Port Isaac – Cornovaglia
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La costa vista da Chapel Beach
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Chapel Beach

Giorno 4

Da Lyzard Point ad Exeter:

Cornovaglia e Dartmoor National Park

Ci svegliamo di buon’ora (mio figlio è stanco, si vede, ma al mattino non dorme mai fino a tardi) e ci godiamo il meraviglioso spettacolo del promontorio di Lyzard Point, con il suo faro. Passeggiamo sul bordo dei faraglioni e ci godiamo ancora una volta il rumore delle onde, che non stanca mai.

Arriviamo al St Michael’s Mount, prima tappa di questo nostro quarto giorno di itinerario in Inghilterra del sud, con molto anticipo. Dobbiamo aspettare quasi un’ora per l’apertura ma il bel playground che c’è nelle vicinanze ci permette di ingannare il tempo. Il St Michael’s Mount ricorda molto il suo omonimo francese, assai più famoso. Non è altrettanto suggestivo, questo lo devo ammettere (sono stata in Bretagna da ragazzina), ma una visita qui vorrei davvero consigliarla. Sulla sommità del monte svetta maestoso un imponente castello (che in origine era un’abbazia benedettina) terminato di costruire nel XVI secolo e visitabile ancora oggi al suo interno.

All’esterno, un meraviglioso giardino inglese che si affaccia direttamente sull’oceano. L’accesso al St Michael’s Mount segue l’andamento della marea: quando è alta lo si può raggiungere in barca (2£ per la traversata), quando è bassa si può percorrere la passerella in pietra che lo collega alla terraferma. L’ingresso congiunto al castello e giardino costa 16£ a persona, bambini gratis sotto i 5 anni. Sappiate però che con il passeggino è impossibile visitare il castello, le scale sono tantissime.

Cosa vedere in Inghilterra del sud? Il pittoresco villaggio di Polperro è una tappa che consiglio se vi trovate in Cornovaglia. Si tratta ancora una volta di un paesino minuscolo, arroccato su di una scogliera scoscesa, che fino a pochi anni fa ospitava solo i pescatori della zona. Oggi è diventato un piccolo centro turistico, con alcuni negozi di souvenir, qualche pub ed alcune sale da te. Intorno al villaggio si snoda un sentiero panoramico assai suggestivo.

Il Dartmoor National Park è un’area protetta davvero spettacolare, aspra e desolata come solo la brughiera può esserlo. La giornata non è delle migliori, tira molto vento, è già pomeriggio e ci limitiamo ad attraversarlo in auto, godendoci lo spettacolo dal finestrino, tra una pecora e l’altra. Ci fermiamo in un pub per scaldarci, unica costruzione che incontriamo nel giro di diversi chilometri. Gli appassionati di escursionismo potranno ovviamente fermarsi da queste parti un paio di giorni e decidere di intraprendere uno dei tanti sentieri escursionistici. Il sito ufficiale del parco offre tanti spunti interessanti.

Pernottiamo nei dintorni di Exeter, che però non rientra tra le tappe del nostro itinerario in Inghilterra del sud.

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La vista da Lizard Point
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Il Mount St. Michael
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Il castello sul Mt. Saint Michael
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La passerella che scompare e compare a seconda della marea
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Dartmoor National Park

Giorno 5

Da Exeter a Bournemouth: la costa di Devon e Dorset

Se vi state chiedendo cosa vedere in Inghilterra del sud, una buona risposta, a mio avviso, è la costa di Devon e Dorset, meglio conosciuta come Jurassic Coast, annoverata tra i patrimoni Unesco. Questo tratto di costa inglese è conosciuto al mondo per la quantità impressionante di fossili risalenti il triassico, giurassico e cretaceo, rinvenuti proprio da queste parti nel corso degli ultimi due secoli. La zona è infatti costellata di villaggi ricchi di musei, esperienze ed attrattive proprio legate a questo incredibile patrimonio archeologico. Esiste un sito web interamente dedicato alla Jurassic Coast, che vi consiglio di visitare.

Per tornare invece al nostro itinerario, ci fermiamo, come prima tappa della giornata, a Lyme Regis, nonostante il vento e la pioggia. C’è un motivo per cui ho voluto fermarmi proprio qui, si chiama “Strane Creature” ed è un romanzo di Tracy Chevalier, letto poco prima della partenza. Il libro narra le vicende di Mary Anning, una delle prime cacciatrici di fossili conosciute nel paese, che all’epoca fu completamente ignorata per la sua totale mancanza di titoli e perché, manco a dirlo, era donna. Mary Anning visse proprio a Lyme Regis.

È un villaggio grazioso che in una giornata di sole può regalare davvero una bella esperienza di viaggio. La spiaggia è grande, il mare pulito, c’è una bellissima passeggiata da fare, un museo di fossili molto rinomato e tanti locali dove gustare pesce appena pescato.

La seconda tappa della giornata è Lulworth Cove. Mangiamo un eccellente fish&chips in uno dei pochi ristoranti del posto in attesa che finisca di piovere, poi affrontiamo il sentiero che porta al Durdle Door, il celeberrimo arco di roccia simbolo della costa del Dorset. Il sentiero è lungo circa 1,5 chilometri e per la parte iniziale è anche piuttosto in salita, ma ne vale la pena. Il panorama che si gode dall’inizio alla fine è davvero spettacolare: rocce bianche ricoperte di prato verdissimo che si tuffano, maestose, nel mare. La passeggiata è veramente incantevole.

Nel tardo pomeriggio raggiungiamo Bournemouth, dove ci fermiamo a dormire. Decisamente l’unica brutta sorpresa in questo nostro itinerario in Inghilterra del sud. La città è, di fatto, priva di attrattive particolari e anche il lungo mare non è poi così affascinante. Ad ogni modo ci abbiamo trascorso solo poche ore.

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Durdle Door – Devon

Giorno 6

Stonehenge – Avebury – Bibury – Bath

Di tutto il nostro il nostro itinerario in Inghilterra del sud, questa è stata la giornata più intensa. Non tanto in termini di distanza percorsa, quanto per la quantità di cose che siamo riusciti a vedere. Viaggiare con un bambino ancora piccolo ha un certo vantaggio: la sveglia “naturale” suona sempre presto e si è operativi già di prima mattina!

Prima tappa, Stonehenge. Conoscendo le abitudini di nostro figlio avevamo prenotato il primo turno disponibile del mattino, decisione assai intelligente che consiglio, quantomeno perché non c’è ancora tantissima gente. Per visitare il celeberrimo sito neolitico occorre infatti prenotarsi con anticipo, scegliendo un orario preciso sul sito dedicato. Non serve acquistare i biglietti mesi prima, in bassa stagione si può fare anche con 2-3 giorni di anticipo, qualcuno in più nei mesi di luglio/agosto. L’ingresso costa £18 a persona ma è gratuito per i bambini sotto i 5 anni.

Inutile che vi dica quanto sia consigliata una visita a Stonehenge. Anzi, fra tutte le cose da vedere in Inghilterra del sud, questa va dritta ai primi posti in classifica. Non solo perché è uno dei luoghi più visitati del paese. Stonehenge è mistero ed emozione, me sono resa conto non appena mi sono avvicinata agli imponenti megaliti. Come saprete, la funzione di questo straordinario sito resta ancora un mistero, sebbene l’ipotesi più accreditata resti quella dell’osservatorio astronomico. In ogni caso, vi consiglio di visitare come prima il centro didattico che troverete in ingresso, è molto ben organizzato e potrete apprendere tutto quanto c’è da sapere su Stonehenge e i suoi misteri.

A una quarantina di minuti di auto da Stonehenge si trova Avebury, un altro monumento neolitico tra i meglio conservati d’Europa. Sicuramente molto meno conosciuto rispetto al più noto vicino di casa, Avebury è altrettanto suggestivo e persino gratuito (se escludiamo i 7£ di parcheggio obbligatori). Il cerchio di pietre è talmente grande che al suo interno è stato costruito un intero villaggio, piccolo, ma pur sempre di centro abitato si tratta. È possibile fare il giro completo godendo per altro di un panorama davvero suggestivo sulle verdissime colline circostanti.

Terminata la visita ad Avebury (e dopo un sostanzioso pranzo nel pub locale) decidiamo sul momento di affrontare altri 40 minuti di auto per raggiungere Bibury, il villaggio forse più conosciuto e fotografato delle Cotswolds. Mi rendo conto che questa è una regione che andrebbe visitata con più calma, ma dato che eravamo nei paraggi abbiamo deciso un po’ all’ultimo di fare anche questa deviazione.

Bibury è oggettivamente una bomboniera. Piccola ma davvero graziosa. I cottage in pietra color miele con il tetto di paglia ti spediscono in due secondi in un’altra epoca. Passeggiare tra le piccole vie splendidamente decorate di fiori o adornate da prati inglesi è davvero un’esperienza magica. Bibury è un villaggio minuscolo, c’è un solo hotel e poche case, ma è veramente splendido.

Da Bibury raggiungiamo poi Bath, ultima tappa del nostro itinerario in Inghilterra del sud. Ci arriviamo nel tardo pomeriggio, giusto il tempo per una birra nel birrificio locale, una passeggiata in centro e una sostanziosa cena tipicamente inglese.

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Stonehenge
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Il villaggio di Bibury, Cotswolds

Giorno 7

Bath

Dicono che Bath sia una delle città più belle del Regno Unito. Io non lo posso dire con certezza, ma vi assicuro che si tratta davvero di una cittadina incantevole. Con i suoi 88.000 abitanti è una città a misura d’uomo, visitabile anche in poco tempo, spostandosi tranquillamente a piedi. Il suo centro storico in stile georgiano, con i suoi edifici color caffelatte, è davvero una gemma che non pensavo di trovare. La città di Bath è patrimonio Unesco.

Luogo di interesse di indubbia valenza storica sono, naturalmente, i bagni romani. Li visitiamo in mattinata, l’ingresso costa 18£ a persona (20 nel weekend) ma è gratuito sotto i 5 anni. Costruiti nel 75 d.C. durante l’Impero di Vespasiano, erano rinomati in tutta Europa come luogo di incontro, relax e persino di culto. All’interno vi era infatti anche un tempio dedicato alla Dea Minerva. Oggi il sito archeologico è interamente visitabile e consta anche di un museo ricco e molto ben organizzato. Consiglio caldamente l’audio guida che viene distribuita gratuitamente all’ingresso.

Nella città di Bath c’è anche un impianto termale aperto al pubblico che desidera beneficiare delle acque termali che tanto hanno reso famosa la città del corso dei secoli. È una Spa vera e propria ma l’ingresso è consentito solo ai maggiori di 16 anni.

Altri luoghi di interesse della città sono la celebre Abbazia, il museo di Jane Austen, il museo della moda. Segnalo in particolare il Royal Crescent, un complesso residenziale a forma di mezzaluna terminato di costruire nel 1774. L’edificio è un bene protetto dallo Stato.

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I bagni romani di Bath
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Royal Crescent, Bath

Giorno 8

Rientro in Italia

Siamo arrivati all’ultimo giorno del nostro itinerario in Inghilterra del sud. Il volo è nel pomeriggio quindi abbiamo ancora il tempo di fare una passeggiata nel centro di Bath, per poi tornare verso Bristol e riconsegnare la macchina.

Inghilterra del sud: itinerario in 7 giorni

Informazioni pratiche

Costi di viaggio

Quanto costa un viaggio in Inghilterra del sud? Il Regno Unito non è un paese propriamente economico, questo va detto. Strutture ricettive, cibo, bevande e servizi turistici sono, in generale, mediamente costosi. Qualche esempio? Una camera in un pub/hotel di media categoria costa intorno ai 70-80£ nei centri più piccoli, di più in prossimità delle città di maggior importanza o nei luoghi particolarmente turistici (vedi l’esempio già citato di St. Ives, in Cornovaglia, dove non sono riuscita a trovare una sistemazione a meno di 150£ a notte).

Una pinta di birra costa mediamente 4-5£, mentre una cena con piatto unico tradizionale inglese in un pub si aggira tra i 15-20£ a persona, birra inclusa. Il pranzo risulta quasi sempre più economico, anche perché molti locali propongono un menù più economico servito di norma fino alle 15.

L’aeroporto internazionale di Bristol è servito sia da Ryanair che da Easyjet, prenotando con anticipo i voli non saranno particolarmente costosi. Per la settimana di Pasqua noi abbiamo speso 75€ a testa (solo bagaglio a mano), prenotando 5 mesi prima. L’auto ci è costata 200€ per una settimana di noleggio, classe economy.

I parcheggi sono cari, questo lo devo dire. Parcheggiare gratuitamente in queste zone è impossibile e spesso le tariffe sono costose perché si richiede un minimo di sosta anche di 3 ore, se poi te ne vai prima è un problema tuo. I parchimetri che accettano carte di credito o banconote sono pochissimi quindi cercate di avere sempre un po’ di moneta con voi.

In Inghilterra le mance non sono obbligatorie, sebbene siano ovviamente molto apprezzate. In ogni caso, se non la lasciate nessuno vi dirà nulla.

Inghilterra del sud con bambini

Viaggiare in Inghilterra del sud con bambini a seguito è un’avventura meravigliosa e non particolarmente difficoltosa. Mio figlio ormai è grandicello e cammina discretamente, ma è indubbio che alcuni percorsi o attrazioni con il passeggino siano un po’ complicati da affrontare. Un marsupio/fascia è la soluzione consigliata se volete dedicarvi all’escursionismo.

Per il resto, in Inghilterra l’acqua potabile è disponibile praticamente ovunque e gratuitamente, sia nei ristoranti che nelle toilette pubbliche che hanno quasi sempre una spina per il refill delle proprie bottiglie. I bagni pubblici sono quasi sempre gratuiti (alla peggio chiedono 20 cent), molto puliti e dotati di fasciatoio.

Nei pub/ristoranti è sempre presente un kids menù, che comprende un piatto principale (fish&chips, hamburger, crocchette di pollo, prosciutto e uova, pasta, pizza) con una bibita, talvolta persino un dolcetto. Portano sempre anche un kit di intrattenimento, come piccoli colori a cera o puzzle. Attenzione però perché i minorenni non sono accettati ovunque. Nei pub/bar dove servono soltanto bevande i bambini non possono proprio entrare, mentre nei locali dove servono anche da mangiare sono sempre i benvenuti, tendenzialmente però solo fino alle 21.

Allo stato attuale (maggio 2019) sia Easyjet che Ryanair consentono il trasporto gratuito di passeggini e seggiolini auto. Vi consiglio comunque di informarvi con la compagnia aerea prima della prenotazione.

Guidare in Inghilterra

In Inghilterra ovviamente la guida è a sinistra e questo immagino possa spaventare molti viaggiatori, compresa la sottoscritta. Io infatti non ho mai guidato, nemmeno in Irlanda e in Australia (ma io sono imbranata anche a casa mia, quindi non faccio testo). All’inizio la cosa può turbare, specie imboccando una rotatoria o al primo svincolo. Siate sempre prudenti e andate piano.

In questa particolare zona dell’Inghilterra le strade sono molto strette. In Cornovaglia poi hanno la passione per le siepi laterali quindi il margine di manovra è davvero limitato. Nella maggior parte dei casi due auto non ci passano quindi bisogna fermarsi e decidere chi deve passare per primo, spesso facendo manovra per trovare un allargamento laterale. Quindi mettete sempre in conto un abbondante lasso di tempo anche per percorrere pochi chilometri.

Quando andare e cosa mettere in valigia

Quando andare in Inghilterra del sud? Qual è il periodo migliore per partire, climaticamente parlando? Che il Regno Unito non goda di un clima tropicale lo sanno tutti, dunque per un itinerario di viaggio simile a quello che qui vi ho descritto, tenderei ad escludere l’autunno e l’inverno, in quanto assai rigidi e parecchio piovosi. Anche la primavera non è particolarmente soleggiata, specie nel periodo iniziale.

La maggior parte delle spiagge ed anche diversi servizi turistici aprono i battenti nel periodo pasquale sino a settembre ed è proprio in questo lasso di tempo in cui vi consiglio di partire. Noi ci siamo stati a fine aprile: i primi tre giorni è stato molto caldo tanto è vero che le spiagge erano assai affollate, la seconda metà della settimana ha cominciato a piovere e le temperature si sono abbassate.

Portate sempre con voi un abbigliamento variegato, anche se partite in estate. Le coste di Cornovaglia e Dorset sono molto ventose, se avete una giacca antivento portatela con voi. Non dimenticate, anche in estate, una felpa e un paio di pantaloni lunghi perché le temperature possono variare anche in modo repentino. Ricordate anche un adattatore universale per le prese della corrente.

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