Curiosità sull’Alaska: fatti e particolarità che forse non conoscete

Quante cose conoscete riguardo lo stato dell’Alaska? Che sia enorme, selvaggio e molto, molto freddo forse lo sapete tutti. Ma come ogni altro luogo del mondo, anche l’Alaska è legata a fatti e curiosità che restano sconosciute ai più e che riguardano aspetti sociali, economici e culturali che magari non tutti i viaggiatori approfondiscono prima di intraprendere un viaggio in questa terra tanto meravigliosa quanto estrema.

Curiosità sull’Alaska? Ecco alcune cose che forse ancora non sapevate!

Curiosità sull’Alaska

Record

Cominciamo questa lista di curiosità sull’Alaska con un elenco completo di primati. Già perché l’Alaska può vantare una lunga serie di record, se paragonata agli altri stati americani. Qualche esempio? L’Alaska è, molto banalmente, lo stato americano più grande, con un’estensione pari a oltre 1.700.000 chilometri quadrati.

È l’unico stato americano ad affacciarsi su tre differenti mari (Oceano Artico, Oceano Pacifico e Mare di Bering). La sua costa, con i suoi (circa) 55.000 chilometri, è più lunga rispetto a quella che incornicia tutto il resto degli Stati Uniti. La vetta più alta del Nordamerica si trova, manco a dirlo, proprio in Alaska: si tratta del Monte Denali, 6.193 metri sul livello del mare.

L’Alaska può vantare la quantità più elevata di acque interne del paese, oltre 32.000 chilometri quadrati. Il lago più grande è l’Illimana, che copre una superficie pari all’incirca a quella del Connecticut.

L’Alaska è lo stato meno densamente popolato degli Stati Uniti. Oltre la metà dei ghiacciai di questo pianeta si trova in Alaska.

Se parliamo di storia, l’Alaska fu teatro dell’unica battaglia combattuta su suolo americano durante la Seconda guerra mondiale, nel 1943 nelle Isole Aleutine.

denali national park

Veduta del Denali National Park

Annessione agli USA

Una curiosità che forse non tutti sanno è che l’Alaska fu acquistata dagli USA alla Russia nel 1867 per poco più di sette milioni di dollari. Questa cosa non piacque particolarmente ai cittadini americani, che videro questo acquisto come un inutile spreco di denaro.

Questa considerazione cambiò radicalmente circa trent’anni dopo, quando in Alaska vennero scoperti numerosi giacimenti d’oro che portarono letteralmente all’invasione del territorio.

L’Alaska divenne il 49esimo stato americano solo nel 1958 (il 7 luglio per la precisione), per mano del presidente Eisenhower, sebbene il fatto venne ufficializzato solo nel gennaio dell’anno successivo.

La corsa all’oro

Un’altra curiosità sull’Alaska riguarda certamente la corsa all’oro, cominciata alla fine del XIX secolo. Volendo essere precisi, i grandi giacimenti d’oro furono trovati nello Yukon, in territorio canadese, ma la stragrande maggioranza degli avventurieri che lasciarono tutto per andare in cerca delle preziose pepite partirono proprio dall’Alaska, dal porto di Skagway.

Il Chilkoot Trail ed il White pass erano di fatto le uniche vie di accesso per raggiungere i giacimenti. Il primo, lungo poco più di 53 chilometri, collega le cittadine di Dyea, in Alaska, e Bennet, in British Columbia. Il secondo collega Skagway (Alaska) al lago Bennet. I pionieri transitavano ovviamente a piedi (o a cavallo), portandosi appresso provviste e tutto il necessario per accamparsi. Le spedizioni duravano settimane, in condizioni climatiche ovviamente avverse.

Nel 1898 cominciò la costruzione della White Pass e Yukon Route, una ferrovia il cui unico scopo era quello di agevolare i cercatori d’oro, offrendo un mezzo di trasporto veloce e sicuro. Ci vollero solo due anni per il completamento dei lavori. La ferrovia rimase attiva fino al 1982. Dal 1988 la White Pass e Yukon Route è percorribile per soli fini turistici, è infatti una delle escursioni più richieste dai viaggiatori che arrivano a Skagway.

L’ho percorsa anch’io e devo dire che i panorami sono veramente incredibili. Un’esperienza di viaggio che personalmente consiglio.

Il Chilkoot Trail è oggi uno dei sentieri escursionistici più amati dai viaggiatori più intrepidi, che non hanno paura di avventurarsi nella natura più selvaggia, in condizioni spesso estreme. Non sono ammessi più di 50 escursionisti al giorno, perciò, se intendete intraprendere questa avventura, dovrete iscrivervi con un po’ di anticipo.

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In treno, lungo la White Pass e Yukon Railway

Alaska Marine Higway

Un’altra curiosità sull’Alaska riguarda il suo sistema di trasporti. Le strade sono in verità solo un sistema secondario per muoversi nello Stato. L’Alaska Marine Higway sustem è una vera e propria “rete autostradale” via mare, percorsa ogni giorno da traghetti che operano dalle Isole Aleutine all’Inside Passage, al confine con la British Columbia, Canada. Questo sistema permette a persone, auto e merci di raggiungere tutte le località che non sono accessibili via terra.

Tra cui Juneau, la capitale dell’Alaska.

L’Alaska Marine Higway viene utilizzata ovviamente anche dai turisti, sebbene il servizio offerto sia piuttosto spartano, ad un prezzo tutt’altro che popolare. I traghetti offrono cabine semplici ed un servizio di ristorazione molto basico. Per molti resta comunque la maniera più autentica di viaggiare in Alaska, in alternativa alle grandi navi da crociera.

Trans-Alaska Pipeline

L’Alaska copre il 25% della produzione totale americana di petrolio. A Prudhoe Bay, nell’estremo nord del paese, si trova il giacimento petrolifero più grande del Nord America (pensate che la quantità di petrolio estraibile in questo sito è oltre il doppio di quella contenuta nel secondo giacimento americano, in Texas). Per trasportare il greggio da questa zona remota a Valdez, uno dei principali porti dell’Alaska, fu costruita tra il 1974 e il 1977, la Trans-Alaska Pipeline.

Parliamo di un oleodotto lungo 1.287 chilometri, che attraversa longitudinalmente buona parte dello Stato. La sua costruzione richiese la manodopera di migliaia di operai. Furono anni d’oro per occupazione e boom demografico.

Il gasdotto scorre in larga parte sottoterra, ma il grosso serpentone in acciaio sbuca spesso anche all’esterno, divenendo una sorta di attrattiva turistica. Sono diversi i punti di osservazione, corredati di cartelloni informativi e mappe. Il gasdotto è visibile anche da alcuni tratti autostradali, il suo lungo e snodato profilo vi accompagnerà per buona parte del viaggio!

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L’Alaska Pipeline, in un tratto esterno visibile da vicino

Libri ambientati in Alaska

Non so voi, ma io nel momento in cui comincio ad organizzare un viaggio cerco sempre qualche libro ambientato nel luogo che andrò a visitare. Non è una vera e propria curiosità, ma questo è un breve elenco di libri ambientati in Alaska.

Nelle terre estreme di Jon Krakauer. Ovviamente il libro più famoso tra tutti quelli ambientati in Alaska. Pubblicato nel 1996 narra vita ed avventure di Christopher McCandless, il giovane esploratore che in Alaska trovò la libertà tanto sognata ma anche una tragica fine, nel cuore del parco Denali. La maggior parte di voi conoscerà questo libro perché nel 2007 da esso fu tratto il celebre film “Into the Wild”. Da leggere anche se non avete in programma un viaggio in Alaska.

Il grande inverno di Kristin Hannah. Bestseller negli USA, è un romanzo che parla di amore e di coraggio, ambientato in una zona remota della penisola di Kenai, dagli anni 70 in poi. Una storia avvincente da leggere tutta d’un fiato.

La strada alla fine del Mondo di Erin McKittrick. Reportage di un viaggio unico ed epico: da Seattle alle Isole Aleutine a piedi. 6400 chilometri in quattro stagioni, nella natura più selvaggia sotto ogni forma di intemperia possibile. Sorprendente e molto avvincente.

Zanna Bianca di Jack London. Un grande classico della letteratura che ci insegna come la lotta per la sopravvivenza possa essere anche molto spietata. Da leggere per avere anche un piccolo excursus storico sull’epoca della corsa all’oro.

alaska magic bus

Il magic bus (copia) dove Christopher McCandless visse i suoi ultimi giorni

La bandiera dell’Alaska

La bandiera dell’Alaska fu progettata da un ragazzino di tredici anni. Lo sapevate? Vinse un concorso, riservato unicamente ai bambini di età compresa tra i sette e i dodici anni, nel 1927. Benny Benson, questo il suo nome, frequentava al tempo la scuola media di Seward, nella penisola di Kenai.

Il colore blu, colore principale della bandiera, simboleggia il cielo, il mare e i laghi, ma anche il Non ti scordar di me, che è il fiore simbolo dello Stato (ecco un’altra curiosità sull’Alaska che forse non sapevate!). La Stella Polare, posta nell’angolo superiore, rappresenta il futuro ma anche il fatto che si tratta dello Stato più a nord degli USA.

Infine, le stelle più piccole che vanno a completare la composizione della bandiera, rappresentano il Grande Carro, simbolo di forza.

La cannabis è legalizzata

L’Alaska è uno dei nove stati americani in cui l’utilizzo di cannabis per fini ricreativi è legalizzato (gli altri otto sono, per la cronaca, Colorado, Washington, Oregon, California, Massachussets, Maine, Nevada e Vermont). Questa cosa va in netta contraddizione con l’ideologia conservatrice che da sempre caratterizza lo stato dell’Alaska.

La cannabis è stata legalizzata in Alaska nel 2015. Per i primi quattro anni il consumo è stato consentito solo all’interno di abitazioni private, dal 2019 sono stati approvati anche i coffee shop.