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Guida alla riserva naturale dei Calanchi di Atri, in Abruzzo

La riserva naturale dei Calanchi di Atri è un prodigio della natura situato in Abruzzo, in provincia di Teramo. Un luogo davvero visitare.

Frutto della lunga erosione dell’acqua, i Calanchi di Atri appaiono come uno enorme canyon, formato da morbide, piccole colline. Le sfumature di colore sono tante e variegate, l’effetto ottico per chi li vede per la prima volta è davvero sorprendente. Vale la pena effettuare il percorso a piedi per intero, per ammirarli da svariati punti di osservazione. Oltre che godere di splendide vedute sulla campagna abruzzese.

In questo post, una piccola guida per visitare i Calanchi di Atri, in Abruzzo.

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La riserva naturale dei Calanchi di Atri

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Il panorama dal sentiero lungo i Calanchi di Atri

Ho visitato in Calanchi di Atri durante il mio mini-on the road in Abruzzo, come tappa intermedia tra la zona del Gran Sasso e la costa dei Trabocchi. Avevo letto in precedenza fossero uno dei luoghi di maggior interesse naturalistico della regione. Le aspettative non sono state disattese.

Questa spettacolare riserva naturale abruzzese mi ha ricordato gli immensi canyon visiti negli Stati Uniti, sebbene le dimensioni siano chiaramente più ridotte. Questo è in effetti un tipo di paesaggio che non ci si aspetta di trovare nella nostra Italia.

Il mio consiglio è quello di riservarvi il tempo necessario per fare l’intero sentiero che circumnaviga i Calanchi, ci vorranno un paio d’ore se la prendete con calma.

I Calanchi si formano in presenza di particolari condizioni climatiche, unitamente ad una peculiare conformazione morfologica del terreno. Il suolo deve essere argilloso, con una specifica percentuale di sabbia e con una certa pendenza. I calanchi si formano in quei territori in cui si alternano periodi molto secchi a temporali copiosi.

Il lavoro erosivo dell’acqua è ben visibile perché si formano piccole valli, dalle pareti piuttosto scoscese, che si alternano in una specie di reticolo. La particolarità di questa formazione è la sua instabilità. Il terreno argilloso scivola lungo la parete, formando continue, piccole frane.

Se si osservano i Calanchi per un po’ di tempo, si riescono a vedere anche ad occhio nudo.

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Dettaglio dei Calanchi

I Calanchi di Atri si trovano in provincia di Teramo, a circa 40 chilometri dal capoluogo. Dall’Aquila sono circa 75 chilometri. Una volta raggiunto il Comune di Atri le indicazioni per la riserva naturale saranno visibili. Lasciate l’auto nel parcheggio che sta più in alto, rispetto la sede della riserva, perché lì poi non vi sarà posto per lasciare l’auto.

L’accesso ai Calanchi è libero e gratuito, li potrete quindi visitare in totale autonomia (visite guidate possono essere effettuate su richiesta). Il percorso è segnalato da cartelli didattici molto ben fatti.

Si parte dalla sede del centro didattico (gestito da un’associazione WWF) e si procede verso sinistra, guardando i Calanchi. Il primo sentiero è quello più breve, consigliato a chi desidera ammirare la riserva, senza stancarsi troppo. Il percorso è denominato Strada di San Paolo perché conduce sino all’omonima Cappella. Da qui si può tornare indietro, sino al punto di partenza. Sono circa 2 chilometri andata e ritorno.

La piccola Cappella di San Paolo custodisce al suo interno una pietra bianca misteriosa, che si erge dal terreno. L’ipotesi più plausibile è che si tratti di parte di un’ara precristiana, oppure di un antico cippo militare. La leggenda la considera invece come la stessa pietra dove venne martirizzato San Paolo, a Roma.

La pietra è ancora oggi meta di pellegrinaggio e considerata come un efficace amuleto contro malocchio e patologie di diversa origine.

Dalla Cappella di San Paolo sarà poi possibile proseguire per effettuare il giro completo, sicuramente più impegnativo. Sono 6 chilometri di cui alcuni tratti in pendenza. Ci vorranno un paio d’ore, nei mesi più caldi cercate di evitare le ore centrali della giornata perché il sentiero è tutto al sole.

Questa seconda opzione resta comunque il percorso che vorrei suggerire. Da qui si gode di un panorama davvero stupefacente. Sia verso i Calanchi di Atri, sia, dal lato opposto, verso l’adiacente campagna abruzzese.

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Lungo il sentiero

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